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Il Popolo della Libertà
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mwrwIl Popolo della Libertà (mwsaPdL) è stato un mwsqpartito politico mwsgitaliano di mwswcentro-destra e di mwtadestra.

Fondato il 29 marzo 2009, il partito nacque dall'unione dei due principali partiti di centro-destra presenti in mwtgItalia dal 1994: mwtwForza Italia di mwuaSilvio Berlusconi, partito mwuqcristiano-conservatore e mwugliberale, ed mwuwAlleanza Nazionale di mwvaGianfranco Fini, partito mwvqnazional-conservatore di destra.

Sono altresì confluiti al suo interno diversi altri partiti minori di varia estrazione e colore politico, che avevano precedentemente partecipato alla mwvwCasa delle Libertà: il mwwaNuovo PSI, la mwwqDemocrazia Cristiana per le Autonomie, i mwwgRiformatori Liberali, i mwwwPopolari Liberali ed mwxaAzione Sociale.

Il partito venne lanciato da Silvio Berlusconi il 18 novembre 2007, nel corso di una manifestazione a mwxgMilano in mwxwPiazza San Babila, venendo inizialmente costituito come federazione di partiti politici il 27 febbraio 2008 in vista delle mwyaelezioni politiche del 2008, per trasformarsi in seguito in un soggetto politico unitario, in considerazione del congresso fondativo svoltosi presso la mwyqFiera di Roma fra il 27 e il 29 marzo 2009.

Al suo esordio, nelle elezioni politiche in Italia del 2008, il PdL risultò il partito più votato con il 37,4% delle preferenze.

A livello europeo Il Popolo della Libertà ha aderito (come anche l'mwzaUnione di Centro) al mwzqPartito Popolare Europeo, mwzgpartito politico europeo di centro-destra.

Il 25 ottobre 2013 l'ufficio di presidenza del PdL ha sospeso le attività del partitocite-ref-15[15] e il 16 novembre seguente il Consiglio nazionale all'unanimità ha ratificato «la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di mwbaForza Italia».cite-ref-16[16]cite-ref-corriere-it-17-0[17]

Contents

Governi
Note

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Storia del partito

Antefatto e premesse

L'idea del partito unico

L'idea di costruire un partito unico di centro-destra italiano circolava fin dai primi mwewanni novanta.

Tra i promotori dell'idea vi era in particolare, fin dal mwfq1991, l'esponente di Alleanza Nazionale mwfgGiuseppe Tatarellacite-ref-tatarella-18-0[18]cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]cite-ref-24[24].

L'11 marzo mwna1994 in una discoteca di mwnqRoma, mwngSilvio Berlusconi, allora presidente di Forza Italia, espresse l'intenzione di costituire un partito unico liberaldemocraticocite-ref-archivio-corriere-it-25-0[25], riproponendo anche nel mwow1996 la necessità di arrivare a una forza unica del centro-destracite-ref-archivio-corriere-it-25-1[25], cosa già proposta dal forzista mwqaAntonio Martino come rimedio alla sconfitta elettorale del 1996cite-ref-archivio-corriere-it-25-2[25].

Agli inizi del 1997 il partito unico viene lanciato da Berlusconi e bocciato dagli alleati, fra cui Gianfranco Fini, Presidente di Alleanza Nazionalecite-ref-archivio-corriere-it-25-3[25]cite-ref-26[26].

Nel mwtw1998 l'allora premier spagnolo mwuaJosé María Aznar intervenne a favore dell'iniziativacite-ref-archivio-corriere-it-25-4[25]. Per Gianfranco Fini, tuttavia, pesava l'idea che un eventuale partito unico del centro-destra doveva poi confluire nel Partito Popolare Europeo, ritenuto non sufficientemente di mwvqdestracite-ref-27[27].

Nel mwww2002 anche Berlusconi si convinse che un centro-destra diviso era elettoralmente di maggior successo e prese atto che il partito unico non era una prospettiva realizzabilecite-ref-28[28].

Mentre il progetto viene accantonato a destra, dall'mwyqestate mwyg2003 si verificano analoghe discussioni a sinistra, dove si considera per le mwywelezioni europee del 2004 la tesi di una lista unitaria del mwzacentro-sinistra ed in prospettiva quella di pervenire al mwzqPartito Democratico. mwzgSandro Bondi, portavoce di Forza Italia rilevò che, se nel centro-sinistra si fosse sviluppata l'evoluzione verso un progetto politico unitario, anche il centro-destra ne avrebbe tenuto contocite-ref-29[29].

Il dibattito del 2005 e il Manifesto dei Valori

La mw3aFondazione Liberal di mw3qFerdinando Adornato (Forza Italia) organizza periodicamente a mw3gTodi dei seminari che si propongono il fine di far evolvere la mw3wCasa delle Libertà verso il partito unico del mw4acentro-destra. Si inizia il 31 gennaio e il 1º febbraio mw4q2003 col seminario dal titolo mw4gLa Casa delle Libertà. Radici e valori di un'alleanza nuova in Italia e in Europa. Due giornate di confronto tra intellettuali e politicicite-ref-30[30].

Il 6 gennaio mw6a2005, mw6qGennaro Malgieri di AN, dalle colonne di mw6gmw6wIl Tempo, propone una federazione del centro-destra che anticipi il partito unicocite-ref-31[31]. Ne nasce così un dibattito sulle colonne del quotidiano romano che interpella anche i leader della CdL: a partire da Sandro Bondi fino a mw8aMaurizio Gasparri, tutti appoggiano la proposta di mw8qMalgieri. Il 27 gennaio arrivano però i no di Gianfranco Fini per AN e mw8gMarco Follini per l'mw8wUDC. Anche la mw9aLega Nord è della medesima opinionecite-ref-32[32]. Il dibattito però prosegue e trova nuovo vigore dopo la pesante sconfitta del centro-destra alle mw-qelezioni regionali dell'aprile 2005 ed il conseguente passaggio dal mw-gsecondo al mw-wterzo governo Berlusconi.

Il 27 aprile su mw-qmw-gLa Stampa, Silvio Berlusconi annuncia che il soggetto unico che ha in mente prenderà il nome di mw-wPartito della Libertàcite-ref-33[33]. Lanciata la proposta, il 4 maggio il mwaqqComitato di Todi, soggetto trasversale della CdL nato intorno ai già descritti seminari di Todi, propone il documento mwaquCominciare il camminocite-ref-34[34], in cui si propone di arrivare al partito unico con «un percorso realistico (...) articolato nelle seguenti fasi:

• L'apertura di un'ampia discussione in tutto il Paese che coinvolga, in convegni e assemblee, dirigenti, militanti, simpatizzanti, elettori e club, investendo "dalla base" sia la dimensione dei partiti che quella della società civile.
• Il pronunciamento ufficiale sul progetto dei diversi partiti.
• La formazione di un comitato costituente dei partiti e dei movimenti che aderiscono, con il compito di definire valori e regole del nuovo soggetto, la bozza del manifesto politico-culturale e dello statuto, da sottoporre alla discussione collegiale e alla fase congressuale.
• La fase congressuale vera e propria che potrebbe chiudersi con un congresso fondativo nei primi due mesi del 2006cite-ref-35[35].

È chiara la volontà di realizzare il PdL entro un anno, prevedendone il debutto alle mwarqelezioni politiche del 2006 evitando il bis della disfatta delle regionali. L'11 maggio mwaruAdolfo Urso e Ferdinando Adornato creano i primi mwaryCircoli della libertàcite-ref-36[36].

Il 19 e 20 maggio la Fondazione Liberal ed il mwarwComitato di Todi promuovono a mwar0Roma il seminario mwar4La proposta di una nuova casa comune: l'identità, i valori, il progetto, nel corso del quale interviene anche Berlusconi, rilanciando la necessità di dotarsi di uno statuto e di una carta dei valori orientati a valori liberali, popolari, nazionali e riformisti. Questo e gli altri interventi saranno tutti raccolti nel numero 30 di mwar8liberal, intitolato «Il Partito della Libertà»cite-ref-37[37].

Il dibattito sul partito unico anima tutta l'estate 2005 e sfuma velocemente quando il II Congresso dell'UDC si esprimerà contro un PdL guidato da Berlusconi, salvo la minoranza guidata da mwasuCarlo Giovanardi, a cui si aggiunge un chiaro scetticismo di vasti settori di AN per il progetto. La Fondazione Liberal continua comunque a lavorare intensamente al progetto e il 29 luglio fa partire la mwasyCostituente del Partito dei moderati e dei riformisticite-ref-38[38]cite-ref-39[39]cite-ref-40[40].

L'8 novembre a nome di Forza Italia, di AN e dell'mwatqUDC, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e mwatuRocco Buttiglione firmano il mwatyManifesto dei valori del futuro partito, redatto dalla mwatcCostituentecite-ref-41[41].

Il progetto del partito unico subisce, però, un pesante arresto: il governo Berlusconi III mwat0modifica la legge elettorale in senso proporzionale il mese dopo ed alle mwat4elezioni politiche del 2006 ogni partito della mwat8CdL, presentandosi formalmente per Berlusconi premier, di fatto marcerà autonomamente per il proprio leader di partito.

Il XVII Congresso del PPE a Roma (30-31 marzo 2006)

Durante la celebrazione del XVII Congresso del Partito Popolare Europeo, svoltosi a mwauiRoma tra il 30 ed il 31 marzo 2006, Silvio Berlusconi, in qualità di organizzatore del congresso e di presidente dell'assemblea, sottopone all'approvazione della dirigenza del PPE un documento precedentemente redatto con il contributo di tutti i partiti italiani aderenti alla famiglia dei popolari europei, denominato mwaumCarta dei Valori del Partito Popolare Europeo e ispirato al mwauqManifesto dei valori del Partito della Libertà. In questo documento vengono puntualmente elencati tutti i principi ideali e politici a cui i movimenti aderenti al PPE devono ispirarsi: il federalismo nell'ottica del rispetto del principio della mwauusussidiarietà, la dignità della persona, la libertà e le responsabilità conseguenti alla libertà, l'eguaglianza e il riconoscimento delle radici giudaico-cristiane dell'Europa e la sua comune eredità culturale classica e umanistica, insieme con la parte migliore dell'illuminismo.

Questo documento, successivamente approvato per acclamazione dai membri del PPE partecipanti al Congresso (tra i quali mwaucAngela Merkel e mwaugJosé Manuel Durão Barroso), si rivelerà successivamente quale fondamento imprescindibile del Popolo della Libertà e verrà adottato nello statuto del partito come carta dei valori a cui tutti i membri del PdL sono tenuti a conformare la loro azione politica e amministrativa.

L'opposizione al Governo Prodi: il Partito della Libertà

La vittoria de mwauwl'Unione di mwau0Prodi alle mwau4elezioni del 2006 disarticola il campo del centro-destra e sembra archiviare il progetto mwau8Partito della Libertà. Nonostante le difficoltà susseguenti alla sconfitta, il 30 marzo mwava2006 Berlusconi, dal Congresso del PPE a Roma, propone nuovamente il progetto del partito unicocite-ref-42[42].

Il 16 maggio Berlusconi lascia mwavyPalazzo Chigi a Prodi dichiarando che il mwavcPartito della Libertà si sarebbe fatto entro un solo annocite-ref-43[43]. Il tema viene poi ripreso da Fini che insieme all'Esecutivo di AN il 18 luglio annuncia l'intenzione di voler traghettare il suo partito nel partito unico del centro-destra, accettando quindi l'ingresso nel PPE entro le mwavwelezioni europee del 2009cite-ref-44[44]. È il documento mwaweRipensare il centrodestra nella prospettiva europeacite-ref-45[45].

Di diverso avviso resta l'UDC, che in settembre per bocca del suo segretario, Lorenzo Cesa, ribadisce la propria contrarietà al partito unico del centro-destracite-ref-archivio-corriere-it-25-5[25].

La nuova tattica: rovesciare la gerarchia piramidale e verticistica del potere

A partire dal mese di ottobre del mwaw02006, Silvio Berlusconi dichiara di voler ufficializzare a breve il progetto politico di unificazione del centro-destra, ed il 29 ottobre, durante una manifestazione ad mwaw4Arconate contro la legge finanziaria 2007, annuncia che il 2 dicembre FI e AN sarebbero scesi in piazza contro il mwaw8Governo Prodi e per lo scopo di rilanciare l'opposizione di centro-destra ed il progetto PdLcite-ref-rainews-it-46-0[46].

L'avanguardia del Popolo della Libertà

A muoversi come avanguardia e guida del mwaxcPopolo della Libertà sono mwaxgMarcello Dell'Utri e mwaxkMichela Vittoria Brambilla.

Il 17 novembre mwaxs2006 Marcello Dell'Utri rilancia in forma rinnovata i suoi giovani de mwaxwIl Circolo come mwax0Circoli della Libertà,cite-ref-47[47] successivamente divenuti mwayiCircoli del Buon Governo, e tiene un convegno nazionale a mwaymMontecatini Terme dal 24 al 26 novembrecite-ref-48[48].

Il 22 novembre 2006 Michela Vittoria Brambilla, leader dei giovani di mwaykConfcommercio, presenta a Milano il «Circolo della libertà»cite-ref-archivio-corriere-it-25-6[25]cite-ref-49[49].

Dopo la manifestazione del 2 dicembre 2006, l'UDC continua a non mutare atteggiamento ed è ormai fuori dalla CdL, mentre AN procede prudentemente. I critici dell'impresa come Ferdinando Adornato cercano di sminuire il progetto ritenendo che esso non abbia come obiettivo finale la costituzione di un unico partito dei moderati, bensì solo una reincarnazione di Forza Italia in cui confluiscano al suo interno frazioni e schegge del centro-destra.cite-ref-50[50]. Il 26 aprile mwazc2007, la Brambilla registra il nome mwazgPartito della Libertàcite-ref-51[51]. Il 6 agosto 2007 mwaz0Michela Vittoria Brambilla registra anche il simbolo del mwaz4Partito della Libertà per conto di Silvio Berlusconi, che ne risulta titolare: graficamente è identico al logo dei Circolicite-ref-52[52]. Tuttavia nessuno degli alleati di Berlusconi si esprime pubblicamente sull'interesse a far parte del neonato partito e alcuni esponenti di primo piano di AN, UDC e Lega (Maurizio Gasparri, Lorenzo Cesa e Roberto Calderoli) rilasciano dichiarazioni in tal sensocite-ref-civetta-53-0[53].

Dal 2 giugno 2007 mwaagmwaakIl Giornale allega il settimanale mwaaoIl Giornale della Libertà, organo dei circoli Brambilla, nonostante le proteste dei redattori del quotidiano di mwaasPaolo Berlusconicite-ref-archivio-corriere-it-25-7[25]. L'11 giugno, dopo due mesi e mezzo di preparazione, nasce anche la mwabaTV della Libertà, canale satellitare gratuito trasmesso anche da una rete di Tv locali e sotto la supervisione di Michela Brambillacite-ref-archivio-corriere-it-25-8[25]cite-ref-54[54].

Il 19 agosto avviene una nuova accelerazione allorquando il quotidiano mwaboLa Stampa annuncia ormai come imminente il nuovo partito di Berlusconi con la Brambilla segretariocite-ref-55[55], circostanze smentite successivamente da Berlusconicite-ref-56[56].

La svolta del predellino di Berlusconi

Viste le agitazioni interne a Forza Italia e non solo dopo l'uscita de mwacsLa Stampa in agosto, Berlusconi arretra dal partito unico alla forma federativa che viene rilanciata il 30 agosto.cite-ref-archivio-corriere-it-25-9[25] L'8 settembre aggiunge anche di voler unificare i gruppi parlamentari di FI e ANcite-ref-archivio-corriere-it-25-10[25]. A questo risponderà il giorno dopo Fini, sollecitando un'accelerata al progettocite-ref-57[57], mentre nei giorni seguenti, il PdL, anche come federazione, resta fermo alla fase degli annuncicite-ref-58[58]. Berlusconi commenta ritenendo la dichiarazione di Fini non rivolta alla sua persona.cite-ref-archivio-corriere-it-25-11[25]

Il 23 ottobre il quotidiano mwaeemwaeiLibero titola: «Prodi via il 14 novembre»cite-ref-59[59]. Spiegherà al riguardo il portavoce di Forza Italia mwaecPaolo Bonaiuti che i giorni in cui si vota la Finanziaria al Senato sarebbero stati i più critici del momento politicocite-ref-60[60].

La data del 14 novembre 2007 è stata un passaggio decisivo per la nascita del PdLcite-ref-61[61], poiché il giorno successivo, il 15 novembre, arriva il via libera dal Senato alla legge finanziaria con 161 voti favorevoli contro 157 contrari, acuendo il dibattito politico italiano, per il fatto che una manovra così importante si giocasse su un numero così esiguo di voti di differenza.

Lo scontro frontale nella Casa delle Libertà (16-18 novembre 2007)

Il 16 novembre 2007 il mwafmmwafqCorriere della Sera pubblica una lettera di Gianfranco Fini nella quale il Presidente di Alleanza Nazionale osserva la situazione politica attuale, riguardo il Governo Prodi e la necessità di una nuova legge elettoralecite-ref-62[62]. Il giorno successivo Berlusconi commenta ai microfoni di mwafkRadiouno mwafoRai l'opinione di Finicite-ref-63[63].

Il 18 novembre 2007 Gianfranco Fini dalle colonne de mwagamwagela Repubblica afferma la necessità di rilanciare l'alleanza nel centro-destra, pur condividendo le diverse modalità con cui ogni forza politica si è espressa in Parlamento nei due anni precedenticite-ref-64[64]. Lo stesso giorno, intorno alle ore 13 presso il convegno organizzato da Alleanza Nazionale mwagyIl tempo delle scelte, il deputato di AN mwagcItalo Bocchino commenta la scissione di mwaggStorace da Alleanza Nazionale e il passaggio di mwagkDaniela Santanchè almwagola Destra di Storace. mwagsFabrizio Cicchitto, ospite di Forza Italia, viene duramente contestatocite-ref-65[65].

Il discorso del predellino a piazza San Babila (18 novembre 2007)

Attorno alle ore 18 del 18 novembre 2007, circa cinque ore dopo la contestazione a mwahmFabrizio Cicchitto presso il convegno di Alleanza Nazionale, Silvio Berlusconi si presenta in mwahqpiazza San Babila a Milano ove è in corso l'iniziativa nazionale mwahuSubito al voto organizzata da Forza Italia (una campagna popolare di raccolta firme sotto i gazebo per chiedere nuove elezioni). Salendo sul predellino di un'auto, Berlusconi annuncia ai microfoni dei giornalisti la nascita ufficiale del nuovo grande partito del Popolo della Libertà. Berlusconi aggiunge che Forza Italia si scioglierà nel nuovo movimento politico e argomenta la sua svolta con il successo dell'iniziativa nei gazebo di mwahySubito al votocite-ref-66[66]cite-ref-67[67]. Questo fatto rimarrà famoso come «mwah8discorso del predellino» e, per la modalità inconsueta con cui si proclamò la fine di un partito e la nascita di un altro, si parlerà a lungo di «svolta del predellino».

Il 19 novembre Berlusconi, in una conferenza stampa nella quale presenta gli obiettivi del partito, annuncia che sarebbero stati gli elettori a scegliere il nome definitivo del partito e che si sarebbero tenute elezioni primarie per eleggere il leader. In tale occasione Berlusconi presentò il simbolo del partito e dichiarò che il nome del nuovo soggetto politico sarebbe stato scelto dagli stessi elettori nell'occasione di una seconda raccolta di firme, durante la quale si sarebbero organizzate anche le prime pre-iscrizionicite-ref-68[68].

Viene anche inviata una lettera agli iscritti di Forza Italia, con la quale Berlusconi conferma la fine di Forza Italiacite-ref-69[69]. Il partito non raccolse, in quel momento, il consenso dei tre principali alleati di Forza Italia, la Lega, l'UdC e Alleanza Nazionale; quest'ultima, pur avendo fin allora sostenuto il progetto unitario, contestò il modo d'agire di Berlusconicite-ref-70[70], con dichiarazioni pubbliche di Finicite-ref-71[71].

Anche Casini commenta il discorso del predellino con alcune critiche, mentre esce un comunicato stampa di AN dove si spiega che il partito non si scioglie e non confluisce nel nuovo partito di Berlusconicite-ref-72[72]. Aderirono invece subito quasi tutti i partiti minori di matrice liberale e centrista.

Il 25 novembre Berlusconi decreta la cessazione della Casa delle Libertàcite-ref-73[73].

La scelta del nome (2 dicembre 2007)

Berlusconi prosegue con la costruzione del nuovo partito. Il 2 dicembre tornano in piazza i gazebo di mwaj4Forza Italia, con l'ausilio dei mwaj8Circoli della Libertà, per invitare i cittadini a scegliere il nome del nuovo soggetto politicocite-ref-74[74]. Il 12 dicembre mwakq2007 Berlusconi annuncia su mwakula Tv della Libertà che era prevalsa l'opzione mwakyIl Popolo della Libertà su mwakcIl Partito della Libertà, con il 63,14% dei voti contro il 36,86%cite-ref-75[75]. Il 15 viene annunciata la costituente del nuovo partito per il 27 marzo mwakw2008cite-ref-archivio-corriere-it-25-12[25].

Tale iniziativa venne tuttavia criticata da Alleanza Nazionale e da Fini nei giorni seguenticite-ref-archivio-corriere-it-25-13[25]cite-ref-76[76].

Alcuni sostengono che sia stato scelto questo nome alternativo anche perché il termine mwalsPartito della Libertà sarebbe risultato essere un marchio di proprietà della mwalwFederazione dei Liberali Italiani, la quale il 5 ottobre aveva già diffidato la Brambilla e Berlusconi dall'uso dello stessocite-ref-77[77] e contestualmente presentato una richiesta di danni pari a 30 milioni di euro per l'uso indebito di tale marchiocite-ref-78[78].

Il sì degli alleati

Gli eventi politici italiani prendono una piega inaspettata quando il 16 gennaio 2008 viene arrestata la moglie del Ministro della Giustizia mwamgClemente Mastella. Il partito guidato da quest'ultimo, l'mwamkUDEUR, passa prima da alleato organico dell'mwamoUnione all'appoggio esterno al governo (17 gennaiocite-ref-79[79]) e poi all'opposizione (21 gennaiocite-ref-80[80]). Il 24 gennaio il Governo Prodi II perde la fiducia del Senato ed al presidente Napolitano non resta che sciogliere le Camere anticipatamente il 6 febbraio.

Il 19 gennaio il segretario del PD, mwanqWalter Veltroni, annuncia la volontà del suo partito di archiviare le alleanze elettorali stile mwanuUnione per correre alle elezioni da solo, invitando Berlusconi a fare altrettantocite-ref-81[81], ribadendo la proposta con più forza pochi giorni dopocite-ref-archivio-corriere-it-25-14[25].

L'8 febbraio 2008 giunge l'accordo tra FI e AN, che alle elezioni andranno unite come PdL. Qualunque altro alleato, esclusa la Lega Nord, avrebbe dovuto confluire nel PdL o presentarsi autonomamente con un altro candidato premiercite-ref-archivio-corriere-it-25-15[25]. La data dell'8 febbraio viene tra l'altro a cadere proprio nel giorno anniversario della morte di mwaomPino Tatarella, che si era insistentemente battuto per realizzare il sogno di un partito unitario di centro-destra.

L'UDC esprime però il proprio dissenso al partito unico di centro-destracite-ref-archivio-corriere-it-25-16[25], ed Il 13 febbraio l'UDC esplicita definitivamente il suo rifiuto al PdLcite-ref-archivio-corriere-it-25-17[25].

Il decisivo cambiamento di atteggiamento di AN segna comunque il rilancio definitivo del PdL come partito unico del centro-destra, a mwao4Libero del 16 febbraio Fini annuncia per l'autunno il congresso di scioglimento di AN.

Il 4 febbraio lasciano l'mwapaUDC per il PdL la corrente di mwapeCarlo Giovanardi, che forma il movimento dei mwapiPopolari Liberali; viceversa il 1º febbraio lascia Forza Italia per l'UDC mwapmFerdinando Adornato con i suoi mwapqCircoli Liberalcite-ref-82[82]cite-ref-83[83]. Anche il mwap0Nuovo PSI di mwap4Stefano Caldoro, la mwap8Democrazia Cristiana per le Autonomie di mwaqaGianfranco Rotondi e mwaqeAzione Sociale di mwaqiAlessandra Mussolini decidono di aderire al progetto. Il 9 febbraio Berlusconi apre la campagna elettorale del PdL al meeting dei Circoli della Libertà del Nord Italia a piazza San Babila col nuovo slogan mwaqmRialzati, Italia!cite-ref-archivio-corriere-it-25-18[25]cite-ref-84[84].

La formazione della lista unica in vista delle politiche 2008

Il 27 febbraio viene sottoscritto davanti al notaio mwaq4Paolo Becchetti da Berlusconi e Fini l'atto costitutivo dell'associazione mwaq8Il Popolo della Libertà. In esso si stabilisce che l'associazione scadrà il 31 luglio mwara2014 e stabilisce che il PdL sia cogestito da FI e AN, le quali si impegnano a fare gruppi parlamentari unici dalla legislatura successivacite-ref-85[85]. Nel metodo e nel merito, l'atto non piacerà agli alleati minoricite-ref-86[86].

L'articolo 8 dell'atto fissa in 70% a 30% i rapporti numerici rispettivamente tra FI e AN all'interno della lista unica da presentare alle elezioni. Il 29 febbraio 2008 viene presentato il programma elettorale del cartello elettorale strutturato in sette punti principali (o mwaromissioni): rilanciare lo sviluppo, sostenere la famiglia, più sicurezza, più giustizia, i servizi ai cittadini, il Sud, il federalismo, un piano straordinario di finanza pubblicacite-ref-87[87].

Nella lista unica vengono candidati anche esponenti di altri partiti che hanno aderito al PdL: la mwasaDemocrazia Cristiana per le Autonomie, i mwasePopolari Liberali, il mwasiNuovo PSI, mwasmAzione Sociale, i mwasqRiformatori Liberali, il mwasuPartito Pensionati, il movimento mwasyItaliani nel Mondo, il mwascPartito Repubblicano Italiano, i mwasgLiberal Democratici ed i mwaskVerdi Verdi.

La prima campagna elettorale 2008

La campagna elettorale de il Popolo della Libertà vide accendersi i toni da entrambe le parti verso le settimane precedenti al voto. In particolare, evento che inasprì i toni della campagna fu l'annuncio da parte di Silvio Berlusconi, il 22 marzo 2008, di una cordata italiana per l'acquisto della compagnia aerea di bandiera, l'mwaswAlitalia, nella quale sarebbero entrati anche, probabilmente, i figli del leader del centro-destra. L'annuncio venne visto dalla maggior parte degli avversari politici del PdL come un annuncio puramente propagandistico. Il giorno dopo Berlusconi precisò di avere soltanto auspicato un impegno di imprenditori italiani in una cordata, ma smentì una partecipazione in prima persona della sua famiglia.

Evento che contraddistinse gli ultimi giorni di campagna elettorale fu lo scontro fra PD e PdL sul confronto televisivo fra i due principali candidati premier. La legge della mwas4par condicio, infatti, prevedeva che a tutti i candidati alla presidenza del Consiglio vi fosse pari partecipazione televisiva, e il rinnovato panorama politico con quindici candidati non avrebbe permesso un duello in TV come quelli avvenuti prima delle precedenti elezioni fra Berlusconi e Romano Prodi, allora unici candidati. L'agognato duello fra Veltroni e Berlusconi, alla fine, non si tenne, ma l'ultimo giorno di campagna elettorale i due politici poterono confrontarsi nella stessa trasmissione, seppur uno dopo l'altro, a mwas8Matrix, su mwataCanale 5, dove i due ebbero a disposizione tre quarti d'ora ciascuno.

Altro caso che inasprì i rapporti fra le due forze politiche fu la vicenda sulle schede elettorali: Berlusconi denunciò una presunta irregolarità delle schede, che a suo avviso non esplicitavano la presenza di due coalizioni ed erano soggetti ad errore da parte dell'elettore. Particolarmente criticate furono le parole del principale alleato del PdL e capo della Lega, mwatiUmberto Bossi.

La vittoria alle Politiche 2008

Le elezioni politiche del 2008 si sono concluse con un netto successo dell'mwatcalleanza di centro-destra formata da PdL, Lega Nord e mwatgMovimento per le Autonomie, che ha ottenuto complessivamente il 46,81% alla Camera ed il 47,32% al mwatkSenato, conquistando la maggioranza assoluta in entrambe le camere. Il Popolo della Libertà ha ottenuto singolarmente il 37,39% alla Camera e il 38,17% al Senato. Il PdL è così la prima lista elettorale a livello nazionale.

Il PdL al governo

Dopo la vittoria politica del mwat4centro-destra, il PdL ed i due partiti alleati, la Lega Nord ed il mwat8Movimento per le Autonomie, costituiscono la maggioranza parlamentare nella mwauaXVI Legislatura, inaugurata il 29 aprile mwaue2008 con l'elezione dei due presidenti delle Camere. I politici designati per tali compiti sono due membri del PdL: mwauiRenato Schifani al Senato, eletto lo stesso giorno, e Gianfranco Fini alla Camera che, a causa della maggioranza più ampia richiesta alla Camera, viene eletto al quarto scrutinio il 30 aprile.

Fabrizio Cicchitto diventa presidente del gruppo parlamentare alla Cameracite-ref-88[88], mwau8Maurizio Gasparri di quello al Senatocite-ref-89[89].

Il 9 maggio il mwavuGoverno Berlusconi IV entra in carica con il giuramento davanti al mwavyPresidente della Repubblica Italiana mwavcGiorgio Napolitano. L'incarico era stato affidato al leader del PdL il giorno precedente e Berlusconi aveva accettato senza la consueta mwavgriserva, come invece era avvenuto anche nei precedenti governi da lui presieduti. Dei 21 ministri complessivi del Governo, 17 appartengono al Popolo della Libertàcite-ref-90[90]. Il 12 maggio il mwav0Consiglio dei ministri nomina i sottosegretari del Governo.

Intanto, l'11 maggio mwav82008 il presidente della Camera, Gianfranco Fini, lascia la Presidenza di Alleanza Nazionale ed affida ad mwawaIgnazio La Russa, in qualità di mwawereggente, il compito di portare AN, tra la fine dell'anno e l'inizio del mwawi2009, alla definitiva confluenza nel PdLcite-ref-91[91].

mwawgMario Baccini, deputato della mwawkRosa per l'Italia eletto nelle liste dell'mwawoUnione di Centro, vota la fiducia al governo ed aderisce al PdLcite-ref-92[92].

Il 9 giugno mwaxa2008 i mwaxeLiberal Democratici mwaxiDaniela Melchiorre e mwaxmItalo Tanoni lasciano il gruppo PdL ed aderiscono al gruppo misto e successivamente passeranno all'opposizione del governocite-ref-93[93].

La nascita ufficiale: il congresso fondativo (27-28-29 marzo 2009)

Dopo la costituzione della lista unica in occasione delle elezioni politiche del 2008 ed in previsione di un'eventuale costituzione di un soggetto politico unitario, vari congressi di partito, tra cui quello di Forza Italia e della mwaxoDemocrazia Cristiana per le Autonomie, furono tenuti nell'autunno del 2008 per sancire lo scioglimento dei rispettivi movimenti politici e la futura adesione dei membri di tali movimenti al progetto del Popolo della Libertà.

Il 21 e 22 marzo 2009 si celebra il terzo ed ultimo congresso di AN che ne sancisce lo scioglimento. Nell'occasione Fini traccia un bilancio degli ultimi quindici anni di alleanza tra Forza Italia e Alleanza Nazionalecite-ref-94[94].

Dal 27 al 29 marzo mwaye2009 si tenne alla mwayiFiera di Roma il primo Congresso nazionale fondativo del Popolo della Libertà, a cui hanno assistito come ospiti anche i leader dei due partiti alleati Umberto Bossi e mwaymRaffaele Lombardo. La data fu scelta per ricordare il 27 marzo mwayq1994, giorno della prima vittoria ottenuta dall'allora mwayuPolo delle Libertà e mwayyPolo del Buon Governocite-ref-95[95].

In apertura dei lavori fu ascoltato l'mwaywInno di Mameli e l'mway0Inno alla gioia di Beethoven, rispettivamente inni della mway4Repubblica Italiana e dell'mway8Unione europea, e a seguire mwazaAnnagrazia Calabria, la più giovane parlamentare del Popolo della Libertà, pronunciò il primo intervento, leggendo i saluti e gli auguri di buon lavoro inviati dal mwazePresidente della Repubblica mwaziGiorgio Napolitano.

Tra gli intervenuti vi fu il mwazqSindaco di Roma mwazuGianni Alemanno, che lesse il messaggio di ringraziamento del PdL a Giorgio Napolitano per gli auguri inviati, ed il fondatore del partito Silvio Berlusconi, che delineò i principi e gli elementi fondanti la sua iniziativa.

Egli indicò quali precursori ideali del PdL mwazcdon Luigi Sturzo, fondatore del mwazgpartito che chiamò popolare, mwazkAlcide De Gasperi e la mwazoDemocrazia Cristiana, mwazsPiero Gobetti, mwazwCarlo Rosselli, mwaz0Benedetto Croce, mwaz4Sandro Pertini, mwaz8Luigi Einaudi, mwa0aUgo La Malfa, mwa0eGiuseppe Saragat e mwa0iBettino Craxi.cite-ref-96[96]

Alla chiusura del Congresso, i seimila delegati acclamano all'unanimità Silvio Berlusconi come Presidente del PdL. Dal congresso scaturiscono anche le nomine dei tre coordinatori nazionali del partito: Ignazio La Russa, mwa0gDenis Verdini e mwa0kSandro Bondi.

Le polemiche sulle liste per le Europee

Il 14 febbraio mwa0w2009 il PdL annunciò che in vista del rinnovo del mwa00Parlamento europeo tra le proprie liste sarebbe stato candidato alle mwa04elezioni europee mwa08Clemente Mastella, leader dell'mwa1aUDEUR e già mwa1eministro della Giustizia del secondo governo Prodi.cite-ref-97[97] Alcuni quotidiani riportarono che tale annuncio non fosse stato gradito dalla base del partito.cite-ref-98[98] Nelle medesime elezioni Berlusconi si presentò in qualità di capolista per il Popolo della Libertà in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali italiane, attirando critiche di parte dell'opposizione, in quanto le cariche di parlamentare nazionale e membro dell'esecutivo di uno degli stati membri sono incompatibili con quella di mwa1odeputato europeo. La scelta di Berlusconi fu condivisa anche da mwa1sAntonio Di Pietro, che parimenti si candidò in tutte le circoscrizioni come capolista dell'mwa1wItalia dei Valori.

Un'ulteriore polemica esplosa sui principali quotidiani a diffusione nazionale concernente la formazione delle liste elettorali interessò la candidatura europea di giovani donne tra cui alcune collegate con il mondo dello spettacolo. I giornali riportarono di un corso di formazione politica per potenziali candidate, aperto il 21 aprile da Berlusconi nella sede del partito in via dell'Umiltà a Roma, nel quale le partecipanti erano circa trenta.cite-ref-99[99] Diverse di loro avevano già alle spalle una carriera politica in Forza Italia, come mwa2iBeatrice Lorenzin, mwa2mMichaela Biancofiore, mwa2qLaura Ravetto e mwa2uAnnagrazia Calabria. Tra le partecipanti erano presenti attrici e personalità televisive come Angela Sozio, già concorrente della mwa2cterza edizione del Grande Fratello, mwa2gBarbara Matera, ex annunciatrice Rai (che peraltro aveva svolto attività politica in Forza Italia), mwa2kCamilla Ferranti ed mwa2oEleonora Gaggioli.

Il 27 aprile il sito web della fondazione finiana mwa2wFareFuturo pubblicò l'articolo mwa20Donne in politica: il "velinismo" non servecite-ref-100[100] a firma di mwa3iSofia Ventura, docente di mwa3mscienza politica all'mwa3qUniversità di Bolognacite-ref-101[101]. L'articolo analizzava l'annosa problematica, comune a molti paesi europei, della bassa percentuale di donne nelle istituzioni e confrontava le varie modalità per porvi rimedio, auspicando che un partito di governo come il Popolo della Libertà volesse interrogarsi seriamente sulla questione. La parte dell'articolo più citata dai media sarà però quella conclusiva, in cui la Ventura attaccava «la pratica di cooptazione di giovani, talvolta giovanissime, signore di indubbia avvenenza ma con un background che difficilmente può giustificare la loro presenza in un'assemblea elettiva come la Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilità». Secondo la Ventura, «il fenomeno del "velinismo" in politica, ancorché circoscritto, non aiuta certo a modernizzare una cultura ancora in parte diffidente verso il ruolo delle donne in politica e a promuovere la pari dignità dei sessi in ogni ambito della vita pubblica, piuttosto rilancia uno stereotipo femminile mortificante». Concludeva dicendo che «le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse».

Fini ne prenderà subito le distanze parlando di «valutazioni comprensibili ma eccessive»cite-ref-102[102]. Nella serata del 28 aprile, la querelle venne rilanciata dall'intervento a sorpresa della moglie di Berlusconi, mwa34Veronica Lario, che rispondendo a delle domande via e-mail all'Ansa, scrisse che «quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti. Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere»cite-ref-103[103].

Il giorno successivo furono pubblicate le liste del PdL: in esse si ritrovarono solo tre "donne nuove", con una delle quali, Barbara Matera, proveniente dal mondo dello spettacolo. Per alcuni organi di stampa, come il quotidiano mwa4qla Repubblica, molte candidate erano state depennate dopo l'intervento della moglie di Berlusconicite-ref-104[104]. Tale ipotesi è stata comunque smentita dal PdL.

Berlusconi presentò le tre "nuove candidate" e per il resto venne confermata quasi al completo la squadra degli europarlamentari uscenti, con l'inserimento di Mastella.

Elezioni europee e amministrative 2009

Il partito ottenne il 35,26% dei voti, non raggiungendo la soglia auspicata del 40%cite-ref-archivio-corriere-it-25-19[25]. Il risultato consolidò il ruolo del Popolo della Libertà come primo movimento politico italiano per numero di voti, in quanto il mwa5aPartito Democratico, suo principale concorrente, si attestò su una percentuale inferiore, pari al 26,13% dei votanti. Dalle liste del PdL vennero così eletti 29 europarlamentari, che aderirono al mwa5eGruppo del Partito Popolare Europeo. Berlusconi mancò però l'obiettivo dei tre milioni di preferenze, totalizzandone due milioni e settecentomila circa. Nonostante le polemiche giornalistiche scatenate nei mesi precedenti, Clemente Mastella, mwa5iLara Comi, mwa5mBarbara Matera e mwa5qLicia Ronzulli risultarono tutti eletti.

Nelle mwa5ycontemporanee amministrative del 2009 il Popolo della Libertà riuscì a vincere in alcune amministrazioni precedentemente governate dal centro-sinistra, come nelle provinciali di Milano, mwa5cVenezia, mwa5gPiacenza, mwa5kNapoli e mwa5oBari.

All'indomani delle elezioni il Presidente della Camera Fini aprì un confronto interno denunciando le politiche promosse dal PdL come troppo simili a quelle leghistecite-ref-105[105].

I primi scontri nel partito

Nel novembre del 2009 il mwa6iSottosegretario alla Presidenza del Consiglio mwa6mGianfranco Micciché diede vita, insieme ai mwa6qfiniani, alla scissione del mwa6uPdL Siciliacite-ref-106[106]. Tra le motivazioni della rottura il continuo scontro con l'area del partito facente capo al Ministro mwa6oAngelino Alfano, al Presidente del Senato mwa6sRenato Schifani ed ai coordinatori mwa6wGiuseppe Castiglione e mwa60Domenico Nania sulle posizioni nei confronti del Governo Regionale mwa64Siciliano guidato da Raffaele Lombardo. Dopo la scissione lo scontro all'interno della maggioranza siciliana si acuì al punto che i deputati del Pdl ufficiale votarono contro il mwa68DPEF del Governocite-ref-107[107], mettendo in crisi Lombardo che arrivò a dichiarare: "Con la bocciatura del Dpef, c'è stata la dissoluzione della maggioranza"cite-ref-108[108].

Dopo lo scontro tra Berlusconi e Fini che si ebbe all'annuncio della fondazione del PdL con il mwa7kdiscorso del predellino e con l'opposizione di Fini all'iniziativa, che aveva marchiato come mwa7oplebiscitaria e confusacite-ref-xixscontri-109-0[109], alle mwa78elezioni politiche del 2008 Fini però cambiò opinione e si presentò con il PdL, ma le prime avvisaglie delle polemiche del Presidente della Camera col Presidente del Consiglio si hanno già sulla proposta di Fini di dare il voto agli immigrati e sull'accusa da parte di Fini di abuso nei confronti del mwa8aGoverno degli strumenti del mwa8edecreto-legge e del mwa8ivoto di fiduciacite-ref-xixscontri-109-1[109].

Il 1º dicembre mwa8g2009 Fini critica aspramente Berlusconi in una conversazione privata con il mwa8kmagistrato Nicola Trifuoggi registrata a loro insaputa grazie ad un microfono inaspettatamente acceso. Fini accusa il premier di confondere la mwa8oleadership con la mwa8smonarchia assoluta ed il consenso popolare mwa8wcon una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità.cite-ref-110[110]cite-ref-111[111]. Dal PdL arrivano richieste di chiarimenti sulle parole dell'ex ANcite-ref-112[112]cite-ref-113[113].

Il successo delle regionali e amministrative 2010

Il 24 febbraio mwa982010 il mwa-aMovimento per l'Italia, associazione fondata da mwa-eDaniela Santanchè dopo la sua uscita da La Destra, si federa con il PdL, e la stessa Santanchè viene nominata mwa-iSottosegretario del mwa-mMinistro per l'attuazione del programma di governo.

In occasione delle mwa-uelezioni regionali e delle mwa-yamministrative del 2010, il Popolo della Libertà, alleato con la Lega Nord al nord e con l'mwa-cUnione di Centro in mwa-gCampania, mwa-kLazio e mwa-oCalabria, riuscì a strappare al mwa-scentro-sinistra varie amministrazioni comunali, tra le quali Chieti, Andria e Quartu Sant'Elena, e provinciali, ma soprattutto quattro amministrazioni regionali: il mwa-wPiemonte col leghista mwa-0Roberto Cota, il mwa-4Lazio con l'ex segretario mwa-8UGL mwa-aRenata Polverini, la mwa-eCampania con l'ex socialista mwa-iStefano Caldoro e la mwa-mCalabria con l'ex AN mwa-qGiuseppe Scopelliti. Il centro-destra si conferma inoltre alla guida delle due regioni in cui già aveva vinto alle mwa-uregionali del 2005, mwa-yLombardia e mwa-cVeneto.

L'insuccesso in mwa-kPuglia invece provoca le dimissioni di mwa-oRaffaele Fitto, leader del PdL pugliese, da mwa-sMinistro per i rapporti con le Regioni, ma le sue dimissioni non vengono però accettate da Berlusconicite-ref-114[114].

Rispetto al 2005, allorquando il centro-destra ebbe a ritrovarsi alla guida di quattro regioni su venti (Lombardia, Veneto, mwbaeMolise, Sicilia), dopo le elezioni regionali del 2010 la coalizione guidata dal PdL governò in undici regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, mwbaiFriuli-Venezia Giulia, mwbamAbruzzo, Molise, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia, mwbaqSardegna) sulle mwbauventi d'Italia.

Nell'ambito del successo conseguito dalla coalizione, in termini meramente percentuali il Popolo della Libertà ottenne però meno voti della sommatoria di Forza Italia e Alleanza Nazionale nell'mwbacItalia settentrionale a vantaggio della Lega Nord rispetto alle regionali di cinque anni primacite-ref-115[115].

Scontro Fini-Berlusconi nella direzione nazionale del partito

Dopo che già il 2 marzo mwba42010 Fini aveva ribadito la mancanza di sintonia con Berlusconi dichiarando: mwba8Avendo io contribuito a fondare il PdL, ci sono molto affezionato... ma se mi chiedi se il PdL mi piace così come è adesso, la risposta credo l'abbiano capita tutti, non c'è bisogno di ripeterlacite-ref-116[116], l'apice dello scontro si raggiunge il 15 aprile mwbbq2010 con Gianfranco Fini che accusa Berlusconi di appiattirsi sulle posizioni della Lega Nord, minacciando di creare mwbbugruppi parlamentari autonomicite-ref-gruppiautonomi-117-0[117].

La polemica è talmente forte che il Presidente del Senato mwbbsRenato Schifani dichiara che le continue divisioni possono portare ad elezioni anticipatecite-ref-gruppiautonomi-117-1[117]. Nei giorni seguenti Bocchino annuncia la nascita di una corrente mwbcafiniana articolatacite-ref-118[118], mentre Berlusconi invita Fini a lasciare il partitocite-ref-119[119].

Durante la convocazione della prima Direzione Nazionale del partito, per l'occasione estesa anche ai gruppi parlamentari italiani ed ai membri del Parlamento europeo del PdL, il 21 aprile 2010, si verifica un duro battibecco tra i due, nel quale Berlusconi chiede a Fini di lasciare la Presidenza della Camera qualora quest'ultimo intendesse proseguire a fare politica dentro il PdLcite-ref-120[120]; Fini provocatoriamente rispose: mwbc4Altrimenti che fai? Mi cacci?. Al termine viene approvato un documento con il voto contrario di 11 mwbc8finiani, in cui si ribadisce che il partito non riconosce ufficialmente l'esistenza di correnti che contribuiscono a ledere la natura stessa di essocite-ref-121[121].

Qualche giorno dopo viene ufficializzata la nascita dell'associazione mwbduGenerazione Italia,cite-ref-122[122] che riunisce tutti gli esponenti mwbdofiniani del PdL.

Scissione di Futuro e Libertà

Dopo il deferimento ai mwbeaprobiviri del partito dei deputati mwbeeItalo Bocchino, mwbeiFabio Granata, mwbemCarmelo Briguglio, tre fedelissimi di Gianfranco Fini, effettuato dall'Ufficio di presidenza del PdL ed all'indomani dell'elaborazione di un documento, sempre dell'Ufficio di Presidenza ed approvato con 33 voti favorevoli e 3 contrari, in cui viene sancita l'incompatibilità di Fini con i principi del partito e pertanto viene così affermata la sfiducia da parte del movimento politico verso Gianfranco Fini anche in qualità di Presidente della Camera, il 30 luglio mwbeq2010 si costituisce un nuovo gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati denominato mwbeumwbeyFuturo e Libertà. Per l'Italia, formato da trentaquattro deputati vicini a Fini.cite-ref-123[123]cite-ref-124[124]cite-ref-125[125]cite-ref-126[126]. Il successivo 2 agosto viene formato anche al Senato della Repubblica, con il nome di mwbfcFuturo e Libertà per l'Italia, un gruppo parlamentare finiano di dieci membri provenienti dal gruppo del PdLcite-ref-127[127].

Dopo che già a marzo mwbf02010 Micciché aveva dichiarato di essere disposto a lasciare il Popolo della Libertà per creare il Partito del Sudcite-ref-128[128] e che l'esperienza del mwbgiPdL Sicilia si era chiusa quando la componente mwbgmfiniana aveva aderito a FLI, la componente che fa riferimento a Gianfranco Micciché effettua una nuova scissione dando vita a un ulteriore partito denominato mwbgqForza del Sud, presentato ufficialmente il 30 ottobre 2010cite-ref-129[129]cite-ref-130[130].

Per il PdL si tratta quindi di una fase critica, percorsa da diversi abbandonicite-ref-131[131]cite-ref-132[132], nonostante i quali il governo Berlusconi passa indenne la mwbhymozione di sfiducia del 14 dicembre 2010, sostenuta dall'opposizione e da FLI.

La sconfitta delle amministrative 2011 ed Alfano segretario

Durante le mwbh4Elezioni amministrative del 2011, prime elezioni successive alla scissione causata dal Presidente della Camera Gianfranco Fini e dai parlamentari a lui vicini, ed anche allo scandalo noto come mwbh8mwbiacaso Ruby che ha coinvolto personalmente il Presidente del Consiglio, accusato dalla Procura della Repubblica di Milano di concussione e prostituzione minorile, si registra un netto arretramento del Popolo della Libertà e più in generale della coalizione a sostegno del premier Silvio Berlusconi.

Nelle grandi città al voto si registra una vittoria del mwbiicentro-sinistra, la quale è particolarmente sorprendente ai mwbimballottaggi di Milano, dove mwbiqGiuliano Pisapia con il 55,1% riesce a battere il mwbiuSindaco uscente mwbiyLetizia Moratti che si ferma al 44,89%cite-ref-133[133], di mwbisNapoli, dove mwbiwLuigi de Magistris con il 65,37% batte nettamente Gianni Lettieri che ottiene al 34,62%cite-ref-134[134] e di mwbjeCagliari, dove mwbjiMassimo Zedda col 59,42mwbjm % batte mwbjqMassimo Fantola che ottiene il 40,57mwbju %.

Nello stesso giorno della sconfitta, il coordinatore del PdL Sandro Bondi rimette il proprio mandato nelle mani di Berlusconicite-ref-135[135]cite-ref-136[136].

A seguito delle elezioni, dopo essere stato designato dall'Ufficio di Presidenza del PdLcite-ref-137[137], il 1º luglio mwbkq2011 Angelino Alfano, già mwbkuMinistro della Giustizia, viene eletto Segretario politico del PdLcite-ref-138[138] dal Consiglio Nazionale del partito, con un solo voto contrariocite-ref-139[139].

La vittoria alle elezioni regionali 2011 in Molise

Il 16 e 17 ottobre 2011, in occasione delle mwblaelezioni regionali in Molise del 2011, in base ai risultati, si registra una ripresa del partito e in generale della coalizione di centro-destra, dopo la sconfitta subita alle mwbleelezioni amministrative del 2011. Infatti, per la terza volta consecutiva l'esponente del partito mwbliAngelo Michele Iorio viene riconfermato Presidente della regione Molise, anche se con un margine molto più ridotto rispetto alle due elezioni precedenti il 2011; vince infatti di 0,79 punti percentuali sul candidato del centro-sinistra mwblmPaolo Di Laura Fratturacite-ref-140[140].

Tale consultazione è stata però annullata, il 17 maggio mwblk2012, dal TAR Molise che ha ravvisato irregolarità nella raccolta firme per alcune liste che sostenevano il governatore uscente.

Il 29 ottobre mwbls2012 il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi del centrodestra confermando il verdetto del Tar Molise che precedentemente aveva annullato il voto. Il Molise dovrà quindi tornare al voto anticipato, come avvenuto già nel mwblw2001 sempre per vizi procedurali, nell'elezione nei primi mesi del mwbl02013.

Crisi economica e crisi di governo

Nel mezzo della mwbmacrisi del debito sovrano europeo e della mwbmecrisi economica italiana, la maggioranza che sostiene Berlusconi comincia a sfaldarsi. Il senatore mwbmiCarlo Vizzini lascia il partito ed aderisce al mwbmmPSIcite-ref-141[141], ma è soprattutto alla Camera che l'emorragia di deputati del PdL mette in seria crisi la tenuta del governo.

mwbmkSanto Versacecite-ref-142[142] e mwbm4Giancarlo Pittellicite-ref-143[143] lasciano il gruppo a settembre e ad ottobre all'interno del partito le spinte per un nuovo governo sono forti, soprattutto da parte di mwbnmClaudio Scajola e di mwbnqBeppe Pisanucite-ref-archivio-corriere-it-25-20[25].

La prima avvisaglia di crisi è la non approvazione da parte della Camera del mwbnoRendiconto generale dello Statocite-ref-144[144]. Berlusconi non si dimette e la maggioranza si ricompatta pochi giorni dopo, ridando la fiducia al Governo, ma non partecipano al voto mwbn8Giustina Destro e mwboaFabio Gavacite-ref-archivio-corriere-it-25-21[25].

Questi ultimi, insieme a mwboyIsabella Bertolini, mwbocGiancarlo Pittelli, mwbogGiorgio Stracquadanio e mwbokRoberto Antonione, scrivono una lettera aperta a Berlusconi, nella quale chiedono una nuova fase politica ed un nuovo governocite-ref-archivio-corriere-it-25-22[25].

Pur avendo riottenuto la fiducia, l'uscita di deputati non si ferma: in novembre mwbo8Roberto Antonionecite-ref-archivio-corriere-it-25-23[25], mwbpqAlessio Bonciani, mwbpuIda D'Ippolito Vitalecite-ref-145[145] e mwbpoGabriella Carluccicite-ref-146[146] lasciano il partito.

Dimissioni e fine del governo Berlusconi IV

Alla seconda votazione per l'approvazione del mwbqeRendiconto generale dello Stato la maggioranza scende alla Camera a quota 308 deputati, con otto voti meno della maggioranza assoluta; non hanno partecipato al voto gli esponenti del PdL Fabio Gava, Giustina Destro, mwbqiRoberto Antonione, Giancarlo Pittelli, Santo Versace e mwbqmFrancesco Stagno d'Alcontrescite-ref-147[147]. In seguito si costituisce alla Camera dei Deputati una componente del Gruppo misto denominata mwbqgLiberali per l'Italia - PLI formata da Fabio Gava, Roberto Antonione, Giustina Destro e Giancarlo Pittelli, usciti dal PdL, e da mwbqkLuciano Sardelli, uscito da mwbqoPopolo e Territorio.

Il 12 novembre mwbqw2011, dopo l'approvazione della mwbq0Legge di stabilità 2012 in entrambe le camere del Parlamento, Silvio Berlusconi, come aveva precedentemente concordato con il Presidente Napolitano, rassegna le sue dimissioni e quelle del suo Governo, a causa della perdita della maggioranza assoluta alla Camera dei deputati e della crisi economica del paesecite-ref-148[148].

Governo Monti

Appoggio a Monti e i congressi provinciali del partito

Il Partito a questo punto sceglie di schierarsi a favore dell'appoggio al mwbrcgoverno tecnico guidato dal neosenatore a vita mwbrgMario Monti, insieme al mwbrkPartito Democratico ed ai partiti dell'ex mwbroTerzo Polo. Con l'appoggio a mwbrsMonti, il PdL vede peraltro venir meno l'alleanza con la mwbrwLega Nord, che passa all'opposizione nel nuovo esecutivo e muove critiche al partito di centro-destra, accusato di incoerenza e di appoggiare un governo formato da membri non votati dai cittadini.

La stagione è caratterizzata sia dalla convocazione dei congressi provinciali del partito (a inizio 2012) che da difficoltà riconducibili alle divergenze tra le sue aree interne.

Si verifica dunque un generale calo di consensi, dovuto anche all'esplosione di alcuni scandali come quello riguardante mwbr8Franco Fiorito per il cosiddetto mwbsaLaziogate nel settembre 2012 e, un mese dopo, quello relativo ai contatti tra organizzazioni criminali mafiose e alcuni membri del Consiglio regionale della Lombardia.

Sconfitte alle amministrative e regionali siciliane del 2012

Come accaduto alle mwbsmamministrative del 2011, anche in mwbsqquelle del 2012 il Popolo della Libertà ottiene scarsi risultaticite-ref-149[149]. Il PdL e la Lega Nord corrono divisi nella maggior parte delle cittàcite-ref-150[150], ad eccezione di Gorizia, in cui confermano insieme il sostegno al sindaco uscente mwbs0Ettore Romoli. In vari casi il candidato sindaco non riesce a raggiungere il secondo turno, superato da esponenti di altre liste: a mwbs4Palermo, storica roccaforte del mwbs8centro-destra, il candidato di PdL, UdC e mwbtaGrande Sud ottiene il 12mwbte % senza arrivare al ballottaggiocite-ref-151[151]; a mwbtyGenova il candidato del PdL viene superato nei voti dal candidato del mwbtcTerzo Polo e da quello del mwbtgMovimento 5 Stelle e si ferma al primo turno.cite-ref-152[152]

Alle mwbt4elezioni regionali siciliane, indette anticipatamente a causa delle dimissioni, il 31 luglio, del Presidente uscente mwbt8Raffaele Lombardo, il PdL avvia un'alleanza con i mwbuaPopolari di Italia Domani e mwbueLa Destra, candidando mwbuiNello Musumeci, esponente del partito di mwbumStorace. Risulta, tuttavia, vincitore mwbuqRosario Crocetta, sostenuto dalla coalizione democratico-centrista, formata dal mwbuuPD e dall'mwbuyUdC, che, con più del 30% dei voti, sconfigge Musumeci fermo al 25%. Il PdL, che era stato il partito più votato alle mwbucelezioni regionali del 2008, perde inoltre molti consensi (oltre il 20%, non venendo scelto da ben un quinto dei votanti), passando dal 33,4% al 12,9%, e diventa il terzo partito in Sicilia, superato dal PD e dal mwbugMovimento 5 Stelle.

Il 22 novembre una componente mwbuoliberale composta da cinque deputati ex FI e formata da mwbusIsabella Bertolini, mwbuwGaetano Pecorella, mwbu0Giorgio Stracquadanio, mwbu4Franco Stradella e mwbu8Roberto Tortoli lascia il partito per formare l'associazione mwbvaItalia Liberacite-ref-153[153].

Mancate primarie del partito e ritorno in campo di Berlusconi

Il 29 ottobre mwbvc2012, durante la mwbvgconferenza stampa tenutasi a seguito della battuta d'arresto patita nelle mwbvkelezioni regionali siciliane, il mwbvosegretario mwbvsAngelino Alfano ha annunciato l'istituzione di mwbvwelezioni primarie fissate per il 16 dicembre per individuare il nuovo candidato mwbv0premier e la mwbv4leadership della coalizione di mwbv8centro-destra in vista delle successive mwbwaelezioni politiche in Italia del 2013cite-ref-154[154]. La svolta delle primarie era già stata anticipata il 27 ottobre da mwbwuSilvio Berlusconi, che aveva ribadito l'intenzione espressa qualche giorno prima di non ricandidarsi alla Presidenza del Consigliocite-ref-155[155]. Da notare che, secondo mwbwomwbwsIl Giornale, l'allora tesoriere del partito mwbwwRocco Crimi aveva espresso fin dall'inizio la sua contrarietà a queste primarie causa scarsi fondi nelle casse del partito: inoltre si ricorda che Crimi, pochi giorni dopo la cancellazione di queste primarie, ha presentato le dimissioni dal suo incarico.

I candidati che avevano deciso di presentarsi per la competizione erano mwbw4Angelino Alfano (PdL), mwbw8Michaela Biancofiore (PdL), mwbxaAlessandro Cattaneo (PdL), mwbxeGuido Crosetto (PdL), mwbxiGiancarlo Galan (PdL), mwbxmAlfonso Luigi Marra, (mwbxqscrittore non iscritto al partito), mwbxuGiorgia Meloni (PdL), mwbxyAlessandra Mussolini (PdL), Alessandro Proto (mwbxgfinanziere non iscritto al partito), Gianpiero Samorì (mwbxoimprenditore non iscritto al partito), mwbxsDaniela Santanchè (PdL), mwbxwVittorio Sgarbi (mwbx0critico d'arte non iscritto al partito).cite-ref-156[156] Il 5 dicembre, tuttavia, Silvio Berlusconi annuncia la sua ridiscesa in campocite-ref-157[157] e il progetto delle primarie, peraltro già in forse per via dell'organizzazione in alto mare, viene ufficialmente accantonato da Alfano il 6 dicembrecite-ref-158[158].

Il ritiro del sostegno al Governo Monti e la scissione di Fratelli d'Italia

Il 6 dicembre mwby82012 il PdL lascia la maggioranza che sosteneva il mwbzaGoverno Monti e si astiene sul voto al mwbzeSenato del DL Sviluppo e alla mwbziCamera del DL sulle spese di regioni ed enti localicite-ref-159[159]. L'8 dicembre mwbzc2012, in tarda serata, dopo un colloquio tra il mwbzgpresidente del Consiglio mwbzkMario Monti e il mwbzopresidente della Repubblica mwbzsGiorgio Napolitano, quest'ultimo annuncia in un comunicato che il Presidente del Consiglio rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della legge di stabilitàcite-ref-160[160], come poi è avvenuto il 21 dicembre.

Il 16 dicembre mwbae2012 due storici berlusconiani come l'ex Ministro degli Esteri mwbaiFranco Frattini (ex PSI ed ex FI) e l'ex Ministro dell'Interno mwbamBeppe Pisanu (ex DC ed ex FI) sottoscrivono un appello a favore della continuazione dell'esperienza del mwbaqGoverno Monti: lo stesso giorno mwbauGiorgia Meloni (ex AN) e mwbayGuido Crosetto (ex FI) decidono di fondare, nel giorno in cui si sarebbero dovute tenere le primarie del PdL, un nuovo partito di centrodestra chiamato mwbacFratelli d'Italia, che possa raccogliere gli anti-montiani del PdLcite-ref-archivio-corriere-it-25-24[25], specie tra gli ex AN.

Il 17 dicembre mwba02012 mwba4Ignazio La Russa, Coordinatore Nazionale del PdL ed ex Ministro della Difesa, annuncia anch'egli la sua intenzione di uscire dal PdLcite-ref-archivio-corriere-it-25-25[25] e di fondare un nuovo partito chiamato mwbbmCentrodestra Nazionalecite-ref-161[161]: il 20 dicembre CN raccoglie inizialmente 11 senatoricite-ref-162[162], riuscendo perciò a formare un proprio gruppo parlamentare autonomo al mwbbwSenato (formalmente tramite annuncio nella seduta n. 857cite-ref-annuncio-163-0[163]). Il 21 dicembre 2012 il nuovo partito di La Russa si fonde con mwbceFratelli d'Italia, che assume così la denominazione di mwbciFratelli d'Italia - Centrodestra Nazionalecite-ref-164[164].

Il 18 dicembre mwbcg2012 all'interno del Consiglio Regionale della Lombardia nasce il gruppo consiliare del nuovo partito, costituito da mwbckRomano La Russa, mwbcoRoberto Alboni e mwbcsCarlo Maccaricite-ref-165[165]; nello stesso giorno aderiscono alla nuova formazione 2 europarlamentari del PdL (mwbdaCarlo Fidanza e mwbdeMarco Scurria) continuando a fare parte, almeno formalmente, del PPE (esattamente come il mwbdiFLI al momento del distacco dal PdL il 29 luglio 2010) in quanto chi si distacca da un partito iscritto al PPE rimane membro del PPE, salvo propria uscita formale o espulsione da parte dello stesso PPE. In seguito FdI-CN strappa al PdL anche alcuni deputati: del nuovo partito fanno parte politici provenienti sia da mwbdmAN che da mwbdqForza Italia (come Guido Crosetto).

Il 21 dicembre mwbdy2012, conclusosi l'iter parlamentare di approvazione della mwbdcLegge di stabilità, mwbdgMonti rassegna le dimissioni da mwbdkPresidente del Consiglio: il Governo rimarrà comunque in carica per gli affari correnti fino all'insediamento delle nuove Camere e la nascita del nuovo Governo. Il 28 dicembre Monti dichiara di volersi mwbdocandidare a Premier (formalmente come il mwbdscapo della forza politica, come previsto dal mwbdwmwbd0Porcellum) in una coalizione di centro (ovvero contro il PdL) e Frattini, Pisanu, mwbd4Mario Mauro e altri lasciano il PdL per seguire Monti.

Il 31 dicembre mwbea2012 Berlusconi, a nome del PdL, annuncia il sostegno del PdL alla candidatura di mwbeeFrancesco Storace, leader de mwbeimwbemLa Destra, alla guida della mwbeqregione Laziocite-ref-166[166], la cui mwbekelezione anticipata è prevista nello stesso giorno (24-25 febbraio) delle mwbeoelezioni politiche: Storace, che ha ricevuto anche l'appoggio di FdI, ha ringraziato Berlusconi (ovvero il PdL) dell'appoggio ricevuto e ha affermato che il suo partito sosterrà la coalizione guidata dal PdL alle contemporanee mwbeselezioni politiche nazionali.

Elezioni politiche, regionali e amministrative del 2013

In vista delle mwbe4elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 il PdL costruisce una mwbe8coalizione che vede mwbfaSilvio Berlusconi mwbfecapo di coalizione, come previsto dalla mwbfilegge elettorale, e della quale fanno parte la mwbfmLega Nord (che presenta un unico simbolo con la Lista Lavoro e Libertà di mwbfqGiulio Tremonti), mwbfuGrande Sud ed il mwbfyMovimento per le Autonomie (che alla Camera formano un'unica lista), Intesa Popolare, mwbfcFratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, mwbfgLa Destra, Moderati in Rivoluzione di Gianpiero Samorì, mwbfkPensionati e Liberi per una Italia Equa; al Senato sono poi presenti nella coalizione le liste di mwbfoCantiere Popolare, Basta Tasse e mwbfsPartito dei Siciliani-MpA. Non si presenta invece l'mwbfwAlleanza di Centro che però invita a votare il PdLcite-ref-167[167].

La campagna elettorale di Berlusconi si concentra sull'eccessiva pressione fiscale, promettendo l'abolizione dell'mwbgiImposta municipale propria sulla prima casa e la restituzione dell'mwbgmIMU pagata nel 2012.

Dopo un'intensa campagna elettorale, portata avanti soprattutto su programmi Tv, Silvio Berlusconi riesce a ribaltare ogni pronostico ed a sfiorare la vittoria alla Camera contro la coalizione guidata da Bersani con uno scarto di 124.494 voti.

Il centro-destra infatti ottiene il 29,18% mentre lo schieramento di centro-sinistra si ferma al 29,55%.

In particolare il PdL raggiunge il 21,57% alla Camera e il 22,30% al Senato eleggendo 97 deputati e 98 senatori.

Nonostante la rimonta effettuata il partito ha comunque perso circa mwbgg6 800 000 voti alla Camera rispetto alle precedenti elezioni politiche del 2008, ma è riuscito lo stesso ad impedire la vittoria del centro-sinistra e quindi la formazione di un governo monocolore a guida Bersani.

Nello stesso mwbgoelection day si è votato anche per le regionali mwbgsin Lombardia, mwbgwin Lazio e mwbg0in Molise: il PdL ha vinto in Lombardia, portando il leghista mwbg4Roberto Maroni alla mwbg8presidenza della Regione vincendo contro mwbhaUmberto Ambrosoli del mwbhecentro-sinistra, e perso le altre due, dove candidava rispettivamente mwbhiFrancesco Storace de mwbhmLa Destra e mwbhqMichele Iorio del PdL contro i rivali del Pd.

Il 22 aprile mwbhy2013 si svolgono le elezioni regionali in mwbhcFriuli-Venezia Giulia dove Il PdL decide di sostenere la ricandidatura del presidente uscente mwbhgRenzo Tondo creando una coalizione con la mwbhkLega Nord, l'mwbhoUnione di Centro, mwbhsLa Destra e il mwbhwPartito Pensionati. Le elezioni però vedono la sconfitta di misura del candidato del centro-destra per circa mwbh02 000 voti (mwbh4Renzo Tondo ottiene il 39% mentre mwbh8Debora Serracchiani del centro-sinistra conquista il 39,39%). La sconfitta di Renzo Tondo è da imputare all'elevato tasso di voto disgiunto da parte di elettori che hanno votato liste del centro-destra e il candidato PD o del Movimento 5 Stelle. Il risultato delle coalizioni vede infatti la netta vittoria del centro-destra (45,23%) su quella di centro-sinistra (38,95%). Il PdL conferma il dato elettorale delle politiche ma perde circa il 13% rispetto alle regionali del 2008. Successo del centrodestra invece alle elezioni provinciali di Udine dove il presidente uscente, il leghista mwbiaPietro Fontanini, vince al primo turno con il 50.3% anche se il PdL perde quasi 10 punti rispetto alle scorse consultazioni. Sconfitta invece alle comunali di mwbieUdine dove il sindaco uscente del centrosinistra mwbiiFurio Honsell è riconfermato al ballottaggio.

Alle amministrative del 27-28 maggio, dopo un mese della nascita del mwbiqGoverno Letta che vede in coalizione Pd e PdL, il centrodestra registra una pesante sconfitta, perdendo in tutti i 21 capoluoghi chiamati alle urne. Il risultato più importante è quello di Roma, dove il sindaco uscente del centro-destra mwbiuGianni Alemanno viene battuto al ballottaggio dal senatore del centro-sinistra mwbiyIgnazio Marino con il 64% contro il 36% e il PdL passa dal 36,5% al 19,2%. Il centro-sinistra si conferma alla guida di mwbicLodi, mwbigSondrio, mwbikVicenza, mwbioMassa Carrara, mwbisPisa, mwbiwAncona, mwbi0Isernia, mwbi4Avellino, mwbi8Barletta dove il PdL viaggia tra il 5% e il 10%. Sconfitte pesantissime invece si registrano in alcune roccaforti del centro-destra soprattutto al Nord. A mwbjaBrescia il candidato PD mwbjeEmilio Del Bono vince al ballottaggio con il 56,5% contro il sindaco uscente del PdL mwbjiAdriano Paroli fermo al 43,4% con i voti al partito dimezzati rispetto al 2008. Nella roccaforte leghista di mwbjmTreviso, mwbjqGiovanni Manildo (PD) si afferma con il 55,5% sull'ex sindaco e vicesindaco della Lega mwbjuGiancarlo Gentilini inchiodato al 44,5% con un PdL quasi sparito al 5%. A mwbjyImperia il candidato del centro-sinistra mwbjcCarlo Capacci asfalta al ballottaggio il candidato del centro-destra Erminio Annoni 76% a 24% (qui il PdL si conferma primo partito con il 20% ma nel 2009 aveva il 47,7%), a mwbjkSiena mwbjoBruno Valentini (PD) vince contro Eugenio Neri al ballottaggio con il 52% nonostante lo scandalo Montepaschi. A mwbjwViterbo, tradizionale roccaforte azzurra, il sindaco uscente mwbj0Giulio Marini del PdL ottiene al ballottaggio il 37,1% contro il candidato del centro-sinistra mwbj4Leonardo Michelini che raggiunge il 62,8% (con il PdL al 16% contro il 40% del 2008). A mwbj8Iglesias, altro fortino azzurro, al ballottaggio vince il candidato del centro-sinistra con il 51,6% contro il 48,3% del centro-destra.

Sconfitta del PdL anche alle mwbkeElezioni regionali in Valle d'Aosta del 2013 che vede la vittoria per la terza volta del Presidente uscente mwbkiAugusto Rollandin sostenuto dalla lista autonomista centrista mwbkmUnion Valdôtaine al 47,9 (ottenendo la maggioranza relativa di 18 consiglieri su 35 ma non quella assoluta per la prima volta lontano dal 62% del 2008) contro il 40,5% di mwbkqLaurent Viérin (nel 2008 era il 27,4%) sostenuto da una coalizione di centrosinistra autonomista formata da mwbkuUnion Valdôtaine Progressiste e dal mwbkyPartito Democratico (che rimane stabile al 9%) che ottiene 15 consiglieri. Il PdL che corre autonomamente con il suo candidato Presidente Massimo Lattanzi passa dal 10,65% del 2008 al 4,21% del 2013 e non elegge alcun consigliere contro i 4 del 2008.

Alle elezioni siciliane di giugno si verifica lo stesso trend fortemente negativo, con il centrodestra che perde in tutti e 4 i capoluoghi chiamati al voto. A mwbkkCatania l'ex sindaco del centro-sinistra mwbkoEnzo Bianco vince al primo turno contro il sindaco uscente del centro-destra mwbksRaffaele Stancanelli, a mwbkwMessina, mwbk0Siracusa e mwbk4Ragusa il candidato ufficiale del PdL non accede nemmeno al ballottaggio venendo superato da candidati dell'estrema sinistra, del Movimento 5 Stelle e da civici mwbk8dissidenti con il partito; Pdl tra il 6% e il 15% contro circa il 20% del 2008.

Trend estremamemente negativo viene confermato alle mwbleElezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 2013 dove il PdL-Forza Italia raggiunge il minimo storico.

In mwblmProvincia di Trento vince al primo turno il candidato del centrosinistra autonomista mwblqUgo Rossi con il 58,12% dei consensi (PD primo partito al 22%) seguito dal patron della mwbluTrentino Volley l'imprenditore mwblyDiego Mosna appoggiato da una coalizione centrista-civica capeggiata dalla lista mwblcFare per Fermare il Declino con il 19,28%.

Il candidato ufficiale del centrodestra mwblkGiacomo Bezzi arriva quinto appoggiato unicamente dalla lista mwbloForza Trentino che consegue il 4,42% (contro il 12,26% del 2008) superato dal candidato della mwblsLega Nord il segretario regionale del Trentino mwblwMaurizio Fugatti al 6,6% e dal candidato del M5S Filippo Degasperi fermo al 5,72% eleggendo Bezzi come unico consigliere. Male anche il risultato per l'ex coordinatore del Trentino per il PdL ora FDI l'ex senatore mwbl4Cristano De Eccher settimo con un misero 1,54%. Rispetto al 2008 il centrodestra nel suo insieme passa da 13 consiglieri a 3 (nel 2008 erano 8 per la Lega e 5 per il PdL ora sono 2 per la LN e uno per il Pdl). Nella mwbl8provincia autonoma di Bolzano, dove vige un sistema proporzionale pura con voto ai singoli partiti, vince il candidato della mwbmaSüdtiroler Volkspartei mwbmeArno Kompatscher, delfino dell'ex Presidente mwbmiLuis Durnwalder con il 45,7% dei consensi e 17 consiglieri (perdendo per la prima volta la maggioranza assoluta in Consiglio) seguita dal partito autonomista-populista di destra mwbmmDie Freiheitlichen che passa dal 14,3 del 2008 al 17,9 del 2013 (e da 5 a 6 consiglieri) in costante ascesa dopo aver già triplicato i suoi voti nel 2008.

Malissimo il centrodestra che decide di riunirsi sotto un'unica lista mwbmuForza Alto Adige-Lega Nord-Team Autonomie che ottiene un misero 2,5% (PD stabile al 6-6.5%) e riuscendo ad eleggere un solo consigliere (nel 2008 PdL da solo valeva l'8,5%, la Lega il 2,1% e le Autonomie del centrodestra valevano intorno allo 0,4% per un bacino totale intorno all'11%) contro i 4 del 2008 (3 PdL e uno della Lega) con un travaso di voti del centrodestra in favore del partito autonomista di destra mwbmyDie Freiheitlichen. Nel nuovo mwbmcConsiglio regionale del Trentino-Alto Adige, formato dai componenti dei due Consigli provinciali, il centrodestra passa da 17 consiglieri (13 eletti a Trento: 8 per la Lega e 5 per il PdL e 4 eletti a Bolzano: 3 per il PdL e uno per la Lega) a 4 consiglieri (3 a Trento: 2 per la Lega e uno per il Pdl e uno a Trento per il PdL). La coordinatrice regionale del PdL in Trentino-Alto Adige mwbmgMichaela Biancofiore ha ammesso la sconfitta lamentando mwbmkpoca attenzione dei vertici a livello territoriale.cite-ref-168[168]

Debacle PdL alle mwbm8elezioni regionali in Basilicata del 2013 (le ultime per il partito) che si svolgono per rinnovare la legislatura anticipatamente dopo le dimissioni del Governatore mwbnaVito De Filippo (Pd) eletto nel 2010 dopo l'arresto di 2 Assessori della sua Giunta e il leader dell'opposizione di centrodestra e candidato Presidente nel 2010 mwbneNicola Pagliuca per peculato nello scandalo rimborsi ai gruppi regionali che già vedeva indagati e arrestati moltissimi tra nuovi e vecchi consiglieri regionali tra cui lo stesso Governatore. L'ex Vicepresidente della Giunta De Vito mwbniMarcello Pittella sostenuto da una coalizione di centrosinistra è eletto Presidente con il 59,60% contro il candidato del centrodestra il Senatore di mwbnmScelta Civica mwbnqSalvatore Di Maggio fermo al 19,4% tallonato al 13,2% dal candidato del mwbnuMovimento 5 Stelle. La coalizione di centrodestra perde più di 45.000 voti dimezzandosi rispetto al 2010 passando da 93.000 voti a 48.000 (perdita che diventa di 75.000 se si considera che nel 2010 mwbnyMagdi Cristiano Allam era appoggiato da una coalizione centrista che ottiene oltre 29.000 voti pari all'8,7% che in questa tornata appoggia Di Maggio). Il PdL invece passa dal 19,4% al 13% dei voti dimezzandosi rispetto al 2010 e passando da 7 consiglieri regionali a solo 2, mentre la coalizione passa da 13 consiglieri (considerando anche i 2 consiglieri dell'UdC nel 2010 alleati del centrosinistra e in maggioranza con De Filippo e un consigliere per la coalizione di Magdi Cristiano Allam) a 5 consiglieri.

Sostegno al governo Letta e scontro tra governisti e lealisti

A seguito del fatto che nessuna forza politica è uscita dalle elezioni in grado di formare un governo autonomo, dopo lunghe consultazioni il rieletto mwbn0presidente della Repubblica mwbn4Giorgio Napolitano incaricherà il vicesegretario del mwbn8Partito Democratico mwboaEnrico Letta, già sottosegretario alla mwboepresidenza del Consiglio nel mwboisecondo governo Prodi e più volte ministro, di trovare una maggioranza in grado di sostenerlo a capo del governo.

Nel centrodestra, mwboqLega Nord e mwbouFratelli d'Italia decidono di stare all'opposizione, mentre il PdL entrerà nella maggioranza di governo, ottenendo cinque ministeri:


Il partito ottiene anche la nomina di due viceministri e dodici sottosegretari (tra i quali un esponente del Moderati in Rivoluzione ed uno di mwbpgGrande Sud).

Il 28 settembre mwbpo2013, in seguito alla decisione in notturna del premier Letta di posticipare il decreto che impediva l'aumento dell'mwbpsIVA dal 21 al 22%, i ministri del PdL si dimettono su ordine di mwbpwSilvio Berlusconi, aprendo così di fatto una crisi di governo. Il Presidente del Consiglio annuncia che si presenterà a breve davanti alle camere per chiedere il rinnovo della fiducia al suo governo. In merito alle motivazioni delle dimissioni addotte dal PdL, il Presidente del Consiglio Enrico Letta afferma: «Il tentativo di rovesciare la frittata sulle ragioni dell'aumento dell'Iva è contraddetto dai fatti che sono sotto gli occhi di tutti perché il mancato intervento è frutto delle dimissioni dei parlamentari PdL e quindi del fatto che non era garantita la conversione del dl in legge». Quindi la prima nota ufficiale. «Gli Italiani sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica, un simile tentativo di stravolgimento della realtà» scrive Letta in risposta alle parole di Silvio Berlusconi sulla questione Iva. «In Parlamento - aggiunge - ognuno si assumerà le proprie responsabilità davanti al Paese»cite-ref-169[169]. Il giorno seguente il premier Letta si reca al Colle dal mwbqePresidente della repubblica mwbqiGiorgio Napolitano per fare il punto della situazione sul Governo e le alternative possibili. In precedenza il Capo dello Stato aveva dichiarato che avrebbe sciolto le camere solo se non ci fossero state alternative possibilicite-ref-170[170].

Il 30 settembre 2013 a palazzo Chigi pervengono le dimissioni irrevocabili dei ministri PdL. Nel frattempo, la data per il voto di fiducia è fissata al 2 ottobre: in mattinata si voterà al Senato, nel pomeriggio alla Cameracite-ref-171[171]cite-ref-172[172]. Il giorno seguente Enrico Letta respinge le dimissioni dei ministri del Popolo della Libertà mwbraAngelino Alfano, mwbreNunzia De Girolamo, mwbriBeatrice Lorenzin, mwbrmMaurizio Lupi, mwbrqGaetano Quagliariellocite-ref-173[173]cite-ref-174[174].

Il 2 ottobre 2013 il premier mwbr4Enrico Letta riferisce in mattinata al mwbr8Senato sulla questione di fiducia. Il mwbsaPdL, dopo l'annuncio della nascita di gruppi autonomi di parlamentari PdL, capitanati da mwbseAngelino Alfano, mwbsiFabrizio Cicchitto e mwbsmGaetano Quagliariello, favorevoli alla questione di fiducia, ritorna sulle sue posizioni e decide, diversamente da quanto stabilito nelle ore precedenti, di votare la fiducia al governo. A Palazzo Madama il governo ottiene la fiducia con 235 sì, 70 no e 2 astenuti su 307 votanticite-ref-175[175]. In serata anche la mwbsgCamera dei deputati, presenti 597 deputati su 630, conferma la fiducia al governo con 435 sì e 162 nocite-ref-rainews-it-46-1[46].

Scissione del Nuovo Centrodestra e rinascita di Forza Italia

Il 29 giugno mwbtu2013 Berlusconi annunciò la rinascita di mwbtyForza Italia come movimento politico autonomo, mentre il nome Popolo della Libertà sarebbe tornato a definire la coalizione di centro-destra, affermando anche l'intenzione di continuare a sostenere il mwbtcgoverno Letta in coalizione con il mwbtgPartito Democratico.cite-ref-176[176]cite-ref-177[177]

Successivamente, Berlusconi tenne il 4 agosto 2013 un comizio a Roma, in via del Plebiscito, proclamando l'imminente ritorno a Forza Italia il cui vessillo costituiva lo sfondo del palco. Da allora il sito web ufficiale del PdL ebbe l'intera home page trasformata in un maxi link (che rimandava al sito vero e proprio) formato dall'immagine di Berlusconi insieme al logo di Forza Italia e lo slogan "in campo con Forza Italia!".cite-ref-178[178]

Il 25 ottobre mwbuc2013 l'Ufficio di Presidenza del partito, a cui non partecipò la delegazione dei ministri azzurri in accordo con mwbugSilvio Berlusconi, che assieme alla corrente capeggiata da mwbukAlfano, vicepremier e ministro dell'Interno, cercava di evitare scissioni interne al partito per il timore di derive estremiste dello stesso, decise di sospendere quindi l'attività del Popolo della Libertà, al fine di attuare definitivamente il passaggio alla nuova Forza Italia (ampiamente sostenuto dall'altra ala del PdL, i cosiddetti mwbuofalchi o "lealisti").

Il 15 novembre mwbuw2013, tuttavia, la componente che faceva riferimento ad mwbu0Angelino Alfano, giornalisticamente definita le mwbu4colombe o dei "governativi"cite-ref-179[179], formata dai ministri e da molti esponenti cattolici del partito, annunciò di non partecipare al consiglio nazionale del giorno successivo e di non riaderire al vecchio partito, formando il mwbvmNuovo Centrodestra.cite-ref-180[180] Lo stesso giorno mwbvgRenato Schifani si dimette dalla carica di capogruppo del PdL al Senato; analoghe dimissioni vengono presentate dal vicecapogruppo mwbvkGiuseppe Esposito.

Il 16 novembre mwbvs2013 il consiglio nazionale del partito votò all'unanimità "la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di mwbvwForza Italia".cite-ref-corriere-it-17-1[17]cite-ref-181[181]

Il 20 novembre i gruppi parlamentari assunsero la denominazione Forza Italia-Il Popolo della Libertàcite-ref-182[182].

Correnti

Il Popolo della Libertà non riconosceva ufficialmente correnticite-ref-183[183]cite-ref-184[184]cite-ref-185[185]; considerata l'ampia struttura del partito erano dunque attive diverse aree interne, mwbxoistituzionalizzate mediante associazioni e fondazioni. Esse non erano però necessariamente sempre interne e si presentavano divise a seconda del maggior esponente politico di riferimento.

Correnti politiche

• mwbx4Lealisticite-ref-corriere-08-07-2013-186-0[186]cite-ref-libero-187-0[187]: capeggiati da mwbycRaffaele Fitto si opponevano alla leadership di Alfano e condividevano con i falchi la critica sulle larghe intese e sul sostegno al mwbygGoverno Letta, chiedendo con convinzione un nuovo congresso ed eventualmente la rinascita di Forza Italiacite-ref-188[188]. Nella corrente erano attivi gli ex-ministri del mwby0governo Berlusconi IV mwby4Mara Carfagna, mwby8Paolo Romani, mwbzaMariastella Gelmini, mwbzeFrancesco Nitto Palma e mwbziDeborah Bergamini.

• mwbzuFalchicite-ref-corriere-08-07-2013-186-1[186]cite-ref-libero-187-1[187]: erano i fedelissimi dell'ala oltranzista contraria a qualunque ricambio di leader e alla prosecuzione delle larghe intese. Fra di essi, mwbz4Denis Verdini, mwbz8Sandro Bondi e mwb0aDaniela Santanchè.
• mwb0iGovernisti/Innovatori/Colombecite-ref-corriere-08-07-2013-186-2[186]cite-ref-libero-187-2[187]: sostenevano il governo Letta, del quale apprezzavano l'impostazione mwb0sriformista e condividevano le posizioni del segretario del partito, vicepresidente del Consiglio e ministro mwb0wAngelino Alfano. Fermamente contrari al ritorno di Forza Italia, propendevano per una maggiore incisività nel solco dei programmi del mwb00Partito Popolare Europeocite-ref-189[189]cite-ref-190[190]cite-ref-191[191]. La corrente in occasione del voto sulla fiducia al governo il 2 ottobre mwb1o2013 ottenne una vittoria inducendo Berlusconi a rimanere nelle larghe intesecite-ref-192[192]cite-ref-193[193]. Tra di essi il già citato Alfano, unitamente ai ministri mwb2mMaurizio Lupi, mwb2qGaetano Quagliariello, mwb2uBeatrice Lorenzin, mwb2yNunzia De Girolamo e mwb2cRoberto Formigoni. In seguito fondarono il mwb2gNuovo Centrodestracite-ref-194[194].
• mwb24"Mediatori"cite-ref-corriere-08-07-2013-186-3[186]cite-ref-libero-187-3[187]: inclini alla trattativa con le colombe, non criticavano la partecipazione al Governo Letta. A questa corrente erano vicini i due capigruppo alle camere mwb3cRenato Brunetta e mwb3gRenato Schifani (anche se quest'ultimo era vicino agli alfaniani), oltre all'ex-AN mwb3kMaurizio Gasparri, a mwb3oGaleazzo Bignami e a mwb3sMichela Vittoria Brambilla.

Componenti ideologiche interne

• mwb4emwb4iConservatori liberali: al suo interno avevamo mwb4mMaurizio Gasparri e l'ex ministro mwb4qAltero Matteoli che potevano contare su un drappello di fedelissimi: mwb4uFilippo Ascierto, mwb4yMaurizio Bianconi, mwb4cPietro Laffranco, mwb4gBasilio Catanoso, mwb4kSalvo Pogliese, mwb4oManlio Contento, mwb4sAlberto Giorgetti e Marco Martinellicite-ref-195[195]. Erano legati ad mwb5aItalia Protagonistacite-ref-196[196] e alla mwb5uFondazione della Libertà per il Bene Comune.cite-ref-197[197]
• mwb5smwb5wDemocristiani: gruppo nel quale si esprimevano esponenti della storica mwb50DC e dei partiti ad essa ispirati. Vi erano anche i mwb54democristiani autonomisti, favorevoli alla mwb58decentralizzazione dei poteri statali, mwb6aMauro Cutrufo e mwb6eGianfranco Rotondi;cite-ref-avvenire-it-198-0[198], mwb6yLuigi Compagna, mwb6cTomaso Zanoletti e mwb6gEmerenzio Barbieri; la mwb6kFederazione dei Cristiano Popolari di mwb6oMario Baccini e di mwb6sGiuseppe Galati con delle proposte in ossequio all'mwb6weconomia sociale di mercato e al mwb60principio di sussidiarietà,cite-ref-199[199] i mwb7imwb7mPopolari Liberali di mwb7qCarlo Giovanardicite-ref-avvenire-it-198-1[198] e coloro che, impegnati sui valori mwb7kcattolici non negoziabili, erano vicini a mwb7oComunione e Liberazione e alle iniziative di mwb7sRete Italia guidata da mwb7wRoberto Formigoni, mwb70Raffaello Vignali, mwb74Renato Farinacite-ref-200[200]cite-ref-201[201]cite-ref-202[202].
• mwb8wmwb80Destra sociale: riconducibile a mwb84Gianni Alemanno, mwb88Andrea Augello, mwb9aRoberta Angelilli, mwb9eBarbara Saltamartini e mwb9iMario Landolfi, detti appunto mwb9mAlemanniani. Il loro indiscusso riferimento era la mwb9qFondazione Nuova Italiacite-ref-203[203]cite-ref-204[204].
• mwb94mwb98Liberali: consistente porzione mwb-aliberista che raccoglieva ex militanti del mwb-ePLI, della galassia mwb-iradicale e mwb-mrepubblicana. Tra gli esponenti di peso vi erano il portavoce mwb-qDaniele Capezzone, mwb-uGiancarlo Galan e l'ex Ministro della Difesa mwb-yAntonio Martinocite-ref-205[205].
• mwb-wmwb-0Liberali moderati: guidati da mwb-4Gaetano Quagliariello, Ministro delle Riforme nel mwb-8Governo Letta e presidente di mwb-aMagna Carta, un laboratorio culturale che, con la collaborazione di mwb-eMarcello Pera ed mwb-iEugenia Roccella, raccoglieva coloro i quali propugnavano delle tesi in merito al rapporto fra mwb-mliberalismo e alla mwb-qdottrina sociale della Chiesacite-ref-206[206]cite-ref-207[207], distinguendosi anche nella fermezza in materia di mwb-0immigrazione e per le posizioni di mwb-4politica estera proprie dei mwb-8neoconservatori degli mwcaaStati Uniti d'America.
• mwcaimwcamSocialisti liberali: era formata dall'ex Ministro mwcaqMaurizio Sacconi, da mwcauFabrizio Cicchitto con la sua fondazione mwcayRiformismo e Libertà, dal principale referente dell'associazione mwcacNoi Riformatori Azzurri mwcagAlessandro Colucci, da mwcakRenato Brunetta, a capo della prestigiosa mwcaoFreeFoundation, ed esternamente dal mwcasNuovo PSIcite-ref-208[208] di mwcbaAlessandro Battilocchio, mwcbeLucio Barani e mwcbiStefano Caldorocite-ref-209[209].

Componenti precedenti

• mwcboFiniani: erano vicini all'ex presidente di AN Gianfranco Fini, propugnatori di una linea fondamentalmente mwcbseuropeista e mwcbwliberale. Vi aderivano l'associazione mwcb0Generazione Italia di mwcb4Italo Bocchino, mwcb8Fabio Granata e mwccaCarmelo Briguglio con posizioni estremamente critiche nei confronti di Berlusconi; improntate a una maggiore moderazione invece era la mwcceFondazione Farefuturo di mwcciAdolfo Urso ed Alessandro Campi; la destra di Area Nazionale di mwccmRoberto Menia e mwccqSilvano Moffa non era allineatacite-ref-210[210], al pari dell'associazione mwcckSpazio Aperto di mwccoPasquale Viespolicite-ref-211[211]; esponenti mwcc8finiani non provenienti da AN come mwcdaBenedetto Della Vedova e la sua associazione mwcdeLibertiamo. Alla Camera erano identificati come finiani il 70% dei deputati ex AN, mentre al Senato si scendeva al 50%; fra loro vi erano alcuni membri dell'Ufficio di Presidenza del PdL (mwcdiAdolfo Urso, Italo Bocchino, mwcdmAndrea Ronchi, Pasquale Viespoli)cite-ref-212[212] e la direttrice del mwcdgmwcdkSecolo d'Italia, mwcdoFlavia Perina. Dopo l'espulsione di Fini questa corrente è confluita pressoché totalmente in mwcdsFuturo e Libertà per l'Italia.
• mwcd0Meridionalisti: erano legati all'ex Coordinatore siciliano di FI mwcd4Gianfranco Micciché. Inizialmente presenti solo nell'mwcd8Assemblea Regionale Siciliana, dove con l'appoggio dei mwceafiniani avevano ufficializzato un gruppo autonomo prontamente ribattezzato mwceePdL Sicilia,cite-ref-213[213] a causa dello scontro con l'area del partito vicina ad Alfano, Schifani, mwceyCastiglione e mwcecNania sulle posizioni nei confronti di Lombardo nel 2009, fondarono ufficialmente mwcegForza del Sud nell'ottobre del 2010. Gli aderenti erano i tre senatori mwcekRoberto Centaro, mwceoMario Ferrara e mwcesSalvo Flerescite-ref-214[214] ed i sette deputati Gianfranco Micciché, mwcfaPippo Fallica, mwcfeUgo Grimaldi, mwcfiMaurizio Iapicca, mwcfmMarco Pugliese, mwcfqFrancesco Stagno d'Alcontres e mwcfuGiacomo Terranova. Solo nell'estate del 2011 usciranno però dai gruppi parlamentari del PdL.
• mwcfcDestra nazionale: di orientamento chiaramente riconducibile al mwcfgconservatorismo nazionale, erano vicini all'ex Coordinatore mwcfkIgnazio La Russa, nonché esponenti di un'area comune a Gasparri (erede della vecchia Destra Protagonista di AN e dunque ancora oggi della già menzionata Italia Protagonista), alla fine del 2012 hanno quindi ritenuto opportuno seguire l'ex Ministro nella costituzione di mwcfoFratelli d'Italia con mwcfsGuido Crosetto, mwcfwGiorgia Meloni e mwcf0Carlo Fidanza. Vi aderivano mwcf4Massimo Corsaro, mwcf8Viviana Beccalossi, mwcgaAlfredo Mantica, mwcgeAlfredo Mantovano, mwcgiMaurizio Leo, mwcgmPasquale Maietta, mwcgqEdmondo Cirielli e mwcguPaola Frassinetti.
• mwcgcGabbiani: erano sostenitori e dirigenti vicini a mwcggGiorgia Meloni, ex Presidente della mwcgkGiovane Italia, mwcgoFabio Rampelli, mwcgsMarco Perissa e mwcgwMarco Marsilio. Particolarmente presenti nella mwcg0realtà romana con l'obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni e di riaffermare i valori della mwcg4destra, hanno in seguito scelto di seguire i colleghi, fondando mwcg8Fratelli d'Italiacite-ref-215[215].
• L'associazione mwchuControcorrente di mwchyGuido Crosetto, fondata nel 2011 in chiave antimwchcTremonti, alla quale aderivano circa trenta deputati, tra i quali mwchgIsabella Bertolini, mwchkGiorgio Stracquadanio e mwchoAntonio Martino. Crosetto è stato, come detto, fra i fondatori di mwchsFratelli d'Italia - Centrodestra Nazionalecite-ref-216[216]cite-ref-217[217].
• mwciuTremontiani: raccolti intorno a mwciyGiulio Tremonti, ex Vicepresidente mwcicFI ed ex Ministro dell'Economia, filo-mwcigleghisti e liberali raccolti nella Fondazione ResPublica: mwcikMarco Mario Milanese e mwcioGiuseppe Vegascite-ref-218[218]. Nel mwci82012 Tremonti ha presentato il movimento Lista Lavoro e Libertà e si è candidato alle liste della mwcjaLega Nord alle mwcjeelezioni politiche in Italia del 2013.

Ideologia

«Quattordici anni dopo non c'è una parola da cambiare dei valori e dei principi fondamentali della nostra azione politica.»

(Silvio Berlusconi, dal discorso alla manifestazione dei Circoli della Libertà in Piazza San Babila a Milano, 9 febbraio 2008)

I riferimenti ideali del partito sono propri di un'identità di centrodestra, in quanto ravvisabili nel mwcjyCristianesimo democratico e nel mwcjcLiberalismo. Si avverte tuttavia l'esigenza di aprire alla tradizione della sinistra riformista e mwcjgsocialista liberale, al fine di porsi quale legittimo erede delle migliori tradizioni politiche italiane.

I principi cattolici sono quelli della mwcjodottrina sociale della Chiesa cattolica, con particolare riferimento all'indispensabile ruolo della mwcjsfamiglia nella società, al lavoro come massima espressione umana e sociale, all'eguaglianza dei diritti di carattere personale, nonostante le profonde differenze individuali, provenienti dal diverso grado di intelligenza, di abilità e di forze fisiche.

La solidarietà configura senza dubbio il dovere della collaborazione anche nel campo economico per il raggiungimento del fine comune della società.

I presupposti liberali si delineano invece in quegli studi per i quali i vincoli pubblici alla libera iniziativa imprenditoriale vanno eliminati o fortemente ridotti; si propugna un sistema tributario che non si ponga come fine la redistribuzione della ricchezza, bensì l'orientamento dei consumi e, quindi, incentrato sulle imposte indirette e su quelle reali, piuttosto che su quelle dirette e personali.

Tra gli obiettivi del programma presentato agli elettori nel 2008 e valido anche nel 2013 vi è l'abrogazione e la restituzione dell'mwcj8IMU, una riforma del fisco, una serie di provvedimenti idonei all'attuazione di detrazioni per quegli imprenditori che assumono giovani, l'ammodernamento del mwckasistema infrastrutturale italiano, tra cui il completamento dell'mwckeAlta Velocità ferroviaria e la costruzione del mwckiponte sullo Stretto di Messina.

Si avverte inoltre la necessità di riordinare il Sistema giudiziario mediante l'istituzione della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e magistratura giudicante, con l'introduzione della responsabilità civile per i loro operatori, da accompagnare a delle modifiche in direzione uninominale del Consiglio Superiore della Magistratura.

Onde ridurre i costi del funzionamento della macchina statale si mira alla totale riorganizzazione e informatizzazione della mwckupubblica amministrazione, alla soppressione degli mwckyenti inutili e alla riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori presenti in vari livelli istituzionale (comuni, province, regioni).cite-ref-219[219]

Il PdL infine ha sostenuto la necessità di riforme costituzionali che trasformino l'Italia in senso mwckwfederalista e mwck0Semipresidenzialista.

Wolfram Nordsieck ha classificato il PdL come un partito mwck8democristiano e mwclaliberale.

Tuttavia mwcliPiero Ignazi, professore di politica comparata presso l'mwclmUniversità di Bologna, ha scritto che Il Popolo della Libertà esprimerebbe «una agenda (e un modo d'essere) lontani da quelli dei partiti moderati europei».cite-ref-220[220]

Collocazione europea

In ambito europeo il Popolo della Libertà ha aderito al Partito Popolare Europeo.

Durante l'iter fondativo del PdL Silvio Berlusconi ha dichiarato come il partito avrebbe dovuto essere considerato la sezione italiana del Partito Popolare Europeo (PPE) che ha dunque l'ambizione di rappresentare le varie caratteristiche dei partiti del centro-destra moderno, siano essi conservatori, democristiani e liberali. Anche Alleanza Nazionale, secondo i discorsi pronunciati durante il congresso fondativo del Popolo della Libertà, (che fino al suo scioglimento aveva preso parte al gruppo mwcmeUnione per l'Europa delle Nazioni) ha accettato di apportare il suo contributo di culture e valori nel PPE.

mwcmmWilfried Martens, presidente del PPE e in passato contrario all'adesione di AN,cite-ref-archivio-corriere-it-25-26[25] ha partecipato al primo congresso del PdL ove ha affermato che «i valori del Popolo della Libertà sono quelli del Partito Popolare Europeo» e ha elogiato il percorso di Fini e il ruolo svolto da Berlusconi nel traghettare la destra italiana verso i popolari.cite-ref-221[221]cite-ref-222[222] Tutto ciò ha garantito una veloce adesione del Popolo della Libertà al Partito Popolare Europeo, anche alla luce del fatto che, come ha ricordato Martens, il PdL è il partito successore di quella Forza Italia già partecipe "di vecchia data" al progetto politico di una sempre più forte unione dei partiti moderati d'Europa all'interno del PPE. L'ingresso del PdL nel PPE ha permesso a quest'ultimo di rimanere il gruppo di maggior peso all'interno del mwcnaParlamento europeo,cite-ref-223[223] nonostante la preannunciata uscita del mwcnuPartito Conservatore dal gruppo.cite-ref-224[224]cite-ref-225[225] Gli eletti del Popolo della Libertà hanno rappresentato la seconda più grande delegazione nazionale dopo quella tedesca della mwcn4CDU all'interno del mwcn8gruppo del Partito Popolare Europeo presso il Parlamento europeo.

Struttura

Organi nazionali

Presidente

• mwcouSilvio Berlusconi (29 marzo 2009 – 16 novembre 2013)cite-ref-ufficio-di-presidenza-pdl-226-0[226]

Segretario

• mwco0Angelino Alfano (1º luglio 2011 – 16 novembre 2013)cite-ref-ufficio-di-presidenza-pdl-226-1[226]cite-ref-227[227]

Coordinatori

• mwcpkDenis Verdini & mwcpoSandro Bondi (29 marzo 2009 – 16 novembre 2013)cite-ref-ufficio-di-presidenza-pdl-226-2[226]
• mwcqaIgnazio La Russa (29 marzo 2009 – dicembre 2012)

Portavoce

• mwcqqDaniele Capezzone (9 aprile 2009 – 16 novembre 2013)cite-ref-0-228-0[228]

Segretario amministrativo

• mwcqwRocco Crimi (29 marzo 2009 – 16 novembre 2013)cite-ref-0-228-1[228]

Presidenti dei gruppi parlamentari

Camera dei deputati

• 5 maggio 2008 – 14 marzo 2013: mwcruFabrizio Cicchitto, mwcryvice: mwcrcItalo Bocchino, poi mwcrgMassimo Corsaro
• 19 marzo 2013 – 16 novembre 2013: mwcroRenato Brunetta, mwcrsvice: mwcrwMariastella Gelmini

Senato della Repubblica

• 6 maggio 2008 – 14 marzo 2013: mwcsaMaurizio Gasparri, mwcsevice: mwcsiGaetano Quagliariello
• 19 marzo 2013 – 16 novembre 2013: mwcsqRenato Schifani, mwcsuvice: mwcsyGiuseppe Esposito & mwcscPaolo Romani

Parlamento europeo

• 29 marzo 2009 – 9 gennaio 2013: mwcssMario Mauro
• 5 febbraio 2013 – 16 novembre 2013: mwcs0Giovanni La Via, mwcs4vice: mwcs8Raffaele Baldassarrecite-ref-229[229]

Coordinatori regionali

• Valle d'Aosta: Giorgio Bongiorno (2009 – 2011); Alberto Zucchi (2011 – 2013).
• Piemonte: mwctoEnzo Ghigo (2009 – 2013); mwctsEnrico Costa (2013).
• Lombardia: mwct0Guido Podestà (2009 – 2011); mwct4Mario Mantovani (2011 – 2013).
• Veneto: mwcuaAlberto Giorgetti (2009 – 2013).
• Trentino-Alto Adige: mwcuiMaurizio Del Tenno (2009 – 2011); mwcumCristano De Eccher (2011 – 2013), Walter Viola (2011 – 2012) e mwcuuMichaela Biancofiore (2012 – 2013).
• Friuli-Venezia Giulia: mwcucIsidoro Gottardo (2009 – 2013).
• Liguria: mwcukMichele Scandroglio (2009 – 2013).
• Emilia-Romagna: mwcusFilippo Berselli (2009 – 2013).
• Toscana: mwcu0Massimo Parisi (2009 – 2013).
• Umbria: mwcu8Luciano Rossi (2009 – 2013); mwcvaRocco Girlanda (2013)
• Marche: mwcviRemigio Ceroni (2009 – 2013).
• Lazio: mwcvqVincenzo Piso (2009 – 2013).
• Abruzzo: mwcvyFilippo Piccone (2009 – 2013).
• Molise: mwcvgUlisse Di Giacomo (2009 – 2013); mwcvkCarlo Sarro (commissario nel 2013).
• Campania: mwcvsNicola Cosentino (2009 – 2012); mwcvwFrancesco Nitto Palma (commissario dal 2012 al 2013; coordinatore nel 2013).
• Basilicata: mwcv4Guido Viceconte (2009 – 2013).
• Puglia: mwcwaFrancesco Maria Amoruso (2009 – 2013).
• Calabria: mwcwiGiuseppe Scopelliti (2009 – 2013).
• Sardegna: mwcwqMariano Delogu (2009 – 2011)cite-ref-230[230]; mwcwkSettimo Nizzi (2011 – 2013).
• Sicilia: mwcwsGiuseppe Castiglione (2009 – 2013); mwcwwDomenico Nania (2009 – 2013); mwcw0Dore Misuraca (2012 – 2013).

Organizzazione giovanile

L'organizzazione giovanile del PdL è stata la mwcxiGiovane Italia, nata nel mwcxm2009 dalla fusione tra mwcxqAzione Giovani (movimento giovanile di mwcxuAlleanza Nazionale) e mwcxyForza Italia Giovani (movimento giovanile di mwcxcForza Italia).

Adesioni

• Hanno aderito al progetto de mwcx8Il Popolo della Libertà formandone il mwcyaComitato Costituente i seguenti partiti e movimenti (tra parentesi il numero di membri):

• mwcymmwcyqForza Italia (compresi mwcyuCircoli della Libertà, Circoli del Buongoverno, Decidere!) (55+9=64)
• mwcycmwcygAlleanza Nazionale (30+3=33)
• mwcyomwcysDemocrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi (3)
• mwcy0mwcy4Popolari Liberali di Carlo Giovanardi (3)
• mwczamwczeNuovo PSI di Stefano Caldoro (2)
• mwczmmwczqAzione Sociale di Alessandra Mussolini (1)
• mwczymwczcRiformatori Liberali di Benedetto Della Vedova (1)
• mwczkmwczoItaliani nel Mondo di mwczsSergio De Gregorio (1)
• mwcaeDestra Libertaria di Luciano Buonocore (1)

• Hanno aderito successivamente:

• mwcauPer la Liguria di mwcaySandro Biasotti
• mwcagMovimento per l'Italia di Daniela Santanchè, che si federa col Pdl il 24 febbraio 2010cite-ref-231[231].

• Hanno successivamente rinunciato all'adesione

• Il mwcbamwcbePartito Repubblicano Italiano, per le elezioni politiche mwcbi2008, ha inserito propri candidati nelle liste del PdL (come già accaduto nel 2006 con Forza Italia per le elezioni della Camera e in parte del Senato) mantenendo però totale autonomia e non intendendo sciogliere il partito nel PdL.
• I mwcbqmwcbuLiberal Democratici, che inizialmente avevano aderito al PdL, ne sono fuoriusciti poco dopo le elezioni del 2008. In dissenso Lamberto Dini e mwcbyGiuseppe Scalera hanno lasciato il partito il 30 maggio 2008 rimanendo nel gruppo del PdL. Il movimento passa a mwcbcDaniela Melchiorre e si colloca successivamente all'opposizione.
• Il mwcbkmwcboPartito Pensionati ha rinunciato a confluire nel PdL e ha ripreso la sua piena autonomiacite-ref-232[232].
• La mwccamwcceDemocrazia Cristiana, che mantiene la sua autonomia, rimanendo però alleata al PdL nelle elezioni amministrative.
• Il movimento mwccmmwccqAlleanza di Centro per la Libertà non ha dato, per il momento, la propria adesione al progetto.cite-ref-233[233]

• Hanno presentato candidati nelle liste PdL in occasione delle elezioni europee del 2009:

• mwccwmwcc0Popolari UDEUR. Il 14 febbraio 2009 mwcc4Clemente Mastella ha annunciato la propria candidatura alle Europee nelle liste del Popolo della Libertà; inoltre l'Udeur si allea con il PdL per le elezioni amministrative del 2009. In seguito alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 Mastella è stato eletto parlamentare europeo del Popolo della Libertà. In un primo momento si è ipotizzato che l'alleanza non sarebbe stata rinnovata in vista delle regionali del 2010.cite-ref-234[234]. Successivamente il partito comunque si è alleato con il Popolo della Libertà, presentando in particolar modo il suo simbolo nel Lazio, in Campania e in Puglia, mentre in Basilicata ha formato la lista Per Pagliuca Per La Basilicata insieme a mwcdqNoi Sud e ad altre 3 formazioni minori, e ha eletto in Campania due consiglieri, in particolar modo mwcduSandra Lonardo, moglie del leader Clemente Mastella.

Scissioni

• 30 luglio mwcdk2010 - mwcdoFuturo e Libertà per l'Italia guidata da mwcdsGianfranco Fini (dissoluzione nel mwcdw2015)
• 30 ottobre 2010 - mwcd4Forza del Sud guidata da mwcd8Gianfranco Miccichè (confluito in mwceaGrande Sud nel mwcee2011)
• 17 dicembre 2012 - mwcemCentrodestra Nazionale guidata da mwceqIgnazio La Russa (gruppo parlamentare confluito in Fratelli d'Italia)
• 28 dicembre mwcey2012 - mwcecFratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale guidata da mwcegGiorgia Meloni e mwcekGuido Crosetto

Risultati elettorali

| Elezione | Elezione | Voti | % | Seggi |
|---|---|---|---|---|
| Politiche 2008 | Camera | 13.642.742 | 37,38 | 276 / 630 |
| Politiche 2008 | Senato | 12.678.790 | 38,17 | 146 / 315 |
| Europee 2009 | Europee 2009 | 10.807.327 | 35,26 | 29 / 72 |
| Politiche 2013 | Camera | 7.332.972 | 21,56 | 98 / 630 |
| Politiche 2013 | Senato | 6.829.587 | 22,30 | 98 / 315 |

Nelle istituzioni

Presidente del Senato della Repubblica
Presidente della Camera dei deputati
Presidenti del Consiglio dei ministri
Vicepresidenti del Consiglio dei Ministri


Governi
Collocazione parlamentare

• mwcjsMaggioranza (2009–2013)


Camera dei deputati

mwckmGruppo Popolo della Libertà

| XVI Legislatura |
|---|
| 210 deputati |
| XVII Legislatura |
| 97 deputati |

Senato della Repubblica

mwcliGruppo Il Popolo della Libertà

| XVI Legislatura |
|---|
| 127 senatori |
| XVII Legislatura |
| 91 senatori |

Parlamento europeo


| VII Legislatura |
|---|
| 24 europarlamentari |

Congressi

• I Congresso Nazionale - Roma, 27-29 marzo mwcm02009

Simboli storici

Feste nazionali

Note

cite-note-11. McDonnell, D. 2013. Silvio Berlusconi's Personal Parties: From Forza Italia to the Popolo Della Libertà, Political Studies, doi: 10/1111/j.1467-9248.2012.017007.x
cite-note-22. McDonnel D., Bobba G., Different Types of Right-Wing Populist Discourse in Government and Opposition: The Case of Italy (2016)
cite-note-33. Bobba G., Four lessons that Italy’s experience with populism can provide for the rest of Europe (2017)
cite-note-44. Verbeek B., Zaslove A., Italy: a case of mutating populism? (2015)
cite-note-55. Ruzza C., Fella S., Populism and the Italian Right (2011)
cite-note-66. The new Italian Government by Stefano Fella in Briefing Paper, Number 8357 29 June 2018
cite-note-77. Populism: concepts and conditions for its rise in Europe di Hanspeter Kriesi in Comunicazione politica (2015)
cite-note-88. Manuela Caiani, Paolo R. Graziani, Varieties of populism: insights from the Italian case (2016)
cite-note-nordsieck-99. mwcp8Wolfram Nordsieck, mwcqamwcqeParties and Elections in Europe – Italy, su mwcqiparties-and-elections.eu.
cite-note-1010. Chiara Moroni, mwcqyDa Forza Italia al Popolo della Libertà, Roma, Carocci, 2008
cite-note-archiviostorico-corriere-it-1111. mwcqomwcqsmwcqw"Primarie e nuovo nome" Alfano ridisegna il Pdl, in mwcq0Corriere, 25 novembre 2011. mwcq4URL consultato il 17 maggio 2013.
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cite-note-tessere-fantasma-1313. mwcrwmwcr0mwcr4Tessere fantasma nel Pdl, tagliati 100 iscritti. “C’erano anche clandestini dei Cie”, su mwcr8ilfattoquotidiano.it.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

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